Progettato per Barratt London, Lombard Wharf si trova sulla riva del Tamigi nella zona sud-est di Londra, proprio dove la ferrovia attraversa il fiume per raggiungere la vicina stazione di Imperial Wharf.

Si tratta di uno degli ultimi siti sul lungo fiume rimasti nel London Borough of Wandsworth, e si trova a meno di 3 km da una nuovissima area residenziale costruita sul sito della Battersea Power Station.

L’edificio è caratterizzato da piani a forma di plettro che ruotano salendo, creando un suggestivo movimento torsionale. I balconi infatti sono stati progettati e ruotati di due gradi, massimizzando la vista delle abitazioni sul panorama intorno.

A differenza della maggior parte degli edifici costruiti sul lungofiume, che hanno un fronte e un retro riconoscibile, Pankaj Patel, direttore di Patel Taylor ha dichiarato: "Volevamo che Lombard Wharf fosse ugualmente attraente da ogni punto di vista, agendo da indicatore sul fiume senza voltare le spalle alla città".

L’edificio diventa infatti un elemento fortemente riconoscibile della nuova passerella pedonale che collega con Imperial Wharf, e diventa il punto focale di questo nuovo collegamento londinese. Il movimento che si viene a creare in altezza nasconde molto bene l’uso dei moduli ripetitivi in calcestruzzo prefabbricato bianco, utilizzati per le fasce dei balconi, e fa sembrare l’edificio una plastica scultura in pietra.

L’edificio è composto da 28 piani e comprende 134 residenze con tagli da monolocali a trilocali, offrendo servizi comuni quali la 24 hour, una palestra per soli residenti e un centro commerciale collegato a una piazza pubblica, che a sua volta collega lungo il fiume, alla Tamigi Pathway. Il progetto comprende infatti anche una nuova passerella pedonale e la riconnessione urbana con il fronte del fiume, aggiungendo un nuovo spazio pubblico sul percorso lungo il Tamigi. Il progetto ha vinto il Silver Best Exterior Design del WhatHouseAwards 2017.

© Peter Cook

Il Bim per il coordinamento delle discipline di progetto

Lo studio di progettazione Patel Taylor, ha suggerito al Committente, Barratt London, l’uso del Building Information Modeling ritenendo che avrebbe portato significativi vantaggi alla gestione del progetto e avrebbe aiutato ad affrontare meglio la fase di progettazione, in relazione alla complessità dell’edificio e alle condizioni difficili del sito di progetto.

La forma inusuale che si avvolge su sé stessa verso l’alto offre senz’altro viste panoramiche a tutte le residenze e conferisce un aspetto unico all’edificio ma richiede un controllo puntuale della tecnologia e dei punti di connessione tra balconi e facciate vetrate. Sono proprio le fasce bianche dei balconi che creano questa forma scultorea dinamica e segnalano, con i loro dischi monolitici, la rotazione dell’edificio. L’effetto viene mantenuto anche di notte, poichè i frontali dei balconi sono illuminati con luci a LED che disegnano la forma che si staglia all’orizzonte.

Obiettivo del progetto era quello di fornire uno schema residenziale di alta qualità, proponendo un design accattivante e innovativo. Il sito si trova sulle sponde del Tamigi, molto vicino alla ferrovia e a un eliporto. Inoltre notevoli difficoltà derivavano dalla tipologia di terreno e fondazioni su cui realizzare l’edificio a torre. Si è scelto di implementare l’uso della metodologia Bim con un approccio informale. Gli accordi per la modellazione Bim tra lo studio Patel Taylor, che si è occupato del progetto architettonico e il consulente strutturale e impiantistico O'Connor Sutton Cronin (OCSC), sono stati basati su un “gentlemen’s agreement” ovvero su accordi e non su documenti contrattuali che definissero ogni aspetto procedurale. Ciò per seguire un approccio definito dagli stessi progettisti “organico e fluido” ovvero più confidenziale e meno rigido.

Schermata del modello Bim in cui è possibile visualizzare le informazioni inerenti gli appartamenti, suddivisi per piano, orientamento, superficie e numero di stanze

Il progetto, così come è stato impostato, soddisfa i requisiti di livello 2, così come definito dalla PAS 1192-2. È stato creato un Common Data Environment per la gestione condivisa della documentazione di progetto e per condividere i modelli architettonici, strutturale e impiantistico MEP. Tutti i modelli sono stati federati in Autodesk Navisworks in modo da poterli sovrapporre e verificare interferenze, compenetrazioni di volumi o incoerenze tra le varie discipline. La procedura di scambio informativo suggerita dalla PAS 1192-2 non è però stata seguita completamente. Non si è riusciti a definire un protocollo di scambio dati condiviso tra tutti i consulenti e non si è quindi riusciti a costruire un flusso di lavoro strutturato e sistematico per la gestione collaborativa del processo Bim.

Si è preferito utilizzare una procedura più snella. In un’intervista riportata nell’articolo ‘Informal’ BIM benefits Barratt Tower sul ‘website of the Chartered Institute of Building (CIOB)’ Kieren Porter, Bim Manager dello studio Patel Taylor, commenta: “Abbiamo preso la decisione di non formulare un protocollo Bim o un Bim Execution Plan, affidandoci invece a un gentlemen's agreement con OCSC”. Nella stessa intervista afferma di aver preferito utilizzare un sistema meno rigido, non vincolato a matrici di responsabilità, protocolli Bim da seguire rigorosamente, timesheets bloccati e rapporti strutturati con contratti ferrei. In questo progetto ha seguito personalmente l’iter di condivisione e voleva mantenere il processo organico, fluido e agile.

Spaccato del modello Bim con evidenziati in rosso gli elementi portanti dell'edificio. Il core centrale è dedicato alla distribuzione verticale e ai cavedi impiantistici

Lo studio di architettura ha realizzato i modelli con Autodesk Revit. Non ha generato un solo modello architettonico ma l’ha diviso in tre parti: un modello per gli interni, uno per gli esterni e uno per il sito di progetto. Questi sono stati poi uniti in un file master e federati con i modelli strutturali e impiantistici in Navisworks per poter verificare le interferenze di progetto. Ciò ha consentito di ridurre al minimo le incoerenze tra le varie discipline di progetto.

Il modello realizzato da Patel Taylor è stato poi sviluppato anche nelle fasi successive alla progettazione esecutiva. Techcrete, azienda incaricata di fornire dei pannelli di rivestimento in calcestruzzo prefabbricato bianco per la realizzazione delle fasce dei balconi, ha sviluppato il modello alla fase costruttiva-operativa.

Il modello realizzato in Tekla è stato importato in BIMSight e in Solibri Model Viewer tramite il protocollo di scambio IFC. Ciò ha consentito una progettazione di dettaglio per tutti gli elementi critici del sistema, l’identificazione e lo studio di precisione dei dettagli architettonici, delle finiture e del mix design necessario per assicurare l’effetto voluto dal progetto architettonico.

Con la modellazione Bim si è ottimizzato il processo di standardizzazione dei diversi pannelli rendendo più economica la produzione, pur mantenendo la forma libera infatti, tutto è stato costruito con pannelli prefabbricati. È stato inoltre possibile simulare sistemi di rivestimento alternativi, per ottimizzare anche le operazioni di cantiere.

Visualizzare il modello di fabbricazione di Techcrete con le tolleranze corrette è stato fondamentale per il rilevamento delle interferenze e la loro risoluzione” commenta sempre nella stessa intervista Porter “a tutti i livelli è presente un monolite prefabbricato, progettato con i dovuti carichi strutturali, con gli isolamenti e giunti che richiedono dettagli davvero complessi nell’interfaccia tra balconi e vetrate”.

La torre è stata completata nel dicembre 2017 e ha vinto il premio Silver Best Exterior Design del WhatHouseAwards.

Modello Bim con indicazione delle rotazioni dei plettri

Riscontri Positivi

Diversi studi di consulenza hanno collaborato con i progettisti architettonici e tutti hanno beneficiato dalla decisione di modellare in Bim. Fin dalle fasi di concept e progettazione preliminare il modello è stato utilizzato per fare delle scelte in base a come la forma e i volumi si relazionavano con l’intorno. Ad esempio, il modello dell’involucro edilizio è stato utilizzato, tramite opportune esportazioni, per la simulazione e l’analisi degli abbagliamenti.

Questa operazione è stata utilizzata per definire via via la forma degli aggetti e per dimostrare che la luce riflessa dalle vetrate non avrebbe interferito o disturbato in alcun modo i piloti degli elicotteri che atterrano nel vicino eliporto né i conducenti dei treni che percorrono la ferrovia adiacente.

I 28 piani dell’edificio Lombard Wharf si incurvano tutti in direzioni diverse; vista la complessità della geometria esterna questo approccio rigoroso di simulazione computerizzata è stato considerato molto più accurato rispetto a verifiche approssimative o manuali, che avrebbero potuto risultare insufficienti o incomplete. Il modello Bim è stato inoltre utilizzato per valutare più opzioni di progetto e per risolvere il problema degli scavi. Una delle difficoltà operative era infatti il raggiungimento del piano di fondazione posto a -6-7 m e l’installazione dei pali di fondazione sul lungofiume.

Sezione schematica dell'edificio che mostra il movimento verticale dato dalla rotazione dei diversi piani

Problematiche riscontrate

In virtù degli accordi presi per la modellazione Bim si è deciso che il progettista impianti MEP (OCSC) non dovesse modellare ogni parte dell’impianto per ciascun appartamento. Per snellire le procedure sono state create una serie di regole che hanno permesso di definire come trattare i diversi casi.

Sono stati identificati a monte i punti critici che dovevano necessariamente essere modellati. Ad esempio, è stata fatta la scelta di non modellare tutti gli interruttori e tutte le prese per evitare di avere un modello con troppe informazioni. Di conseguenza alcune situazioni sono state gestite non in Bim.

Porter ammette che il gentlemen’s agreement definito con OCSC e la mancanza di un Bim Execution Plan per il progetto, ha messo a dura prova il lavoro in fase di avviamento. Nei casi in cui diventava necessaria la modellazione di una nuova situazione, o veniva scoperta una tubatura che non era inizialmente prevista, i responsabili del cantiere non sapevano a chi rivolgersi per risolvere i diversi aspetti; non sapevano se chiamare il progettista architettonico o se chiedere un aggiornamento del modello al consulente strutturale o impianti. Porter, che non ama particolarmente le strutture documentali indicate dal mandato governativo britannico difende così la sua idea di Bim fluido, definendosi Bim outliner, “nella maggior parte dei casi queste problematiche potevano essere risolte con una semplice telefonata al progettista, che è una soluzione molto più amichevole di dover richiedere formalmente una modifica di tutti i documenti di progetto”.

La scheda del progetto Lombard Wharf

Localizzazione 12-14 Lombard Road, Battersea, London, United Kingdom
Committente Barratt London
Destinazione d’uso 134 Residenze
Progetto architettonico Patel Taylor
Progetto strutturale O’Connor Sutton Cronin (OCSC)
Progetto impianti MEP: O’Connor Sutton Cronin (OCSC)
Progetto acustico: RBA Marine Beckett & Rankine
Rivestimenti: Wintech
Impresa Principale: Barratt London
Costo di costruzione: 55 milion £
Anno di costruzione 2015-2017
Altezza: 91,2 m
N. piani - No. floors: 28
Superficie - Surface: 16.448 m2

 

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