Collocato in prossimità dell’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, il Nuovo Campus Universitario Humanitas, progettato dallo Studio dell’architetto Filippo Taidelli, è un complesso che si compone di tre edifici principali: un edificio polifunzionale, denominato Hub, un edificio destinato alla Didattica e uno alla Ricerca. Una piastra interrata collega le diverse parti e contiene le centrali tecnologiche e un parcheggio interrato. Nell’area di circa 66.000 mq sono presenti altri due edifici destinati ad alloggi e spazi ricreativi collettivi del centro sanitario.

La planimetria di progetto è fortemente connotata dai percorsi pedonali che collegano i diversi edifici e che disegnano le aree verdi esterne. Grande attenzione è stata posta alla sostenibilità e al risparmio energetico. La gestione dell’intero complesso è di ultima generazione e utilizza un sistema di Building Management System (BMS) per ottimizzare il controllo e la manutenzione degli edifici, dall’automazione dei macchinari alla climatizzazione e al monitoraggio dello stato degli allarmi.

Le strutture degli edifici sono in cemento armato gettato in opera con fondazioni e pareti contro terra impermeabilizzate con sistemi pre-proof.

L’edificio polifunzionale (Hub) contiene tutti i servizi collettivi e si compone di tre piani, di cui uno interrato e una copertura dove sono collocati i locali tecnici. È caratterizzato da un grande patio centrale scoperto, lungo circa 20 m, che permette a tutti gli spazi interni di ricevere luce naturale.

Qui si trova la mensa con la relativa cucina, la biblioteca e le aree studio, il bar, gli spazi ricreativi e la palestra. Il sistema di distribuzione prevede un atrio comune di ingresso al piano terra, formalmente e fisicamente collegato agli altri piani mediante un grande vuoto a tripla altezza al cui interno è prevista una scala aperta con rampe di collegamento con il piano interrato e il piano primo.

Vista del modello complessivo del Campus

L’edificio destinato alla Didattica è costituito anch’esso da tre piani (di cui uno interrato). Sono collocate qui le aule didattiche speciali, mentre ai piani superiori si trovano le aule dedicate alla didattica frontale tradizionale, gli uffici professori, gli uffici amministrativi e il rettorato.

L’edificio destinato alla Ricerca è il più complesso a livello strutturale ed è costituito da un corpo di fabbrica a schema triplo, lungo 55 m e largo 28,5 m. Le tre campate strutturali sono rispettivamente, partendo da Ovest, 10,60 m, 4,60 m e 11,30 m; tale schema risponde alle esigenze distributive e prestazionali delle diverse funzioni, tra loro complementari, dell’edificio. In alcune zone è previsto un ulteriore allungamento della campata strutturale predisponendo una porzione di trave a sbalzo oltre l’allineamento dei pilastri perimetrali.

I laboratori sono collocati lungo il fronte Est, gli spazi di supporto nella fascia centrale e gli uffici nella parte Ovest. L’edificio si attesta sullo spazio principale comune del progetto del Campus Universitario e prevede il suo ingresso principale in tale spazio. L’edificio si articola su quattro piani sostanzialmente uguali come impronta edilizia: uno interrato e tre fuori terra, con in aggiunta un volume tecnico posto sul piano copertura. Il Piano interrato ospita alcuni locali tecnici facilmente accessibili dal percorso coperto interrato comune del Campus e i laboratori particolari. Si prevedono laboratori sia al piano terra che al piano primo ai quali si aggiungono un PCL3, un RIA e un laboratorio di Microbiologia.

Vista del modello strutturale. Pilastro in cemento armato (LOD 200) con informazioni relative alla fase costruttiva: indicazioni sui copriferri, caratteristiche dei materiali e tipologia di casseri da utilizzare per la realizzazione

Il progetto nasce in una prima fase secondo la logica bidimensionale tradizionale ma la necessità espressa dai futuri responsabili dei servizi di manutenzione di disporre di un modello informativo da interfacciare con i software dedicati di manutenzione si concretizza nelle fasi conclusive della contrattualizzazione.

L’Associazione temporanea d’Imprese formata da Colombo Costruzioni e Landi spa affidatarie delle opere di costruzione, rispettivamente per le opere civili e per le opere impiantistiche, individua in Mpartner S.r.l. la società in grado di fornire il supporto per la creazione prima del modello e successivamente della implementazione dello stesso con tutte le informazioni non solo geometriche dimensionali ma tecniche e gestionali necessarie per l’utilizzo finale del modello.

Superata la prima fase di disallineamento tra evoluzione del progetto costruttivo e possibilità di utilizzo concreto del modello nella pratica quotidiana della costruzione, si deve infatti considerare che le opere nel frattempo erano iniziate e la prima fase della costruzione doveva essere comunque gestita con elaborati costruttivi bidimensionali non ancora derivati da un modello, la scelta di operare in ambiente Bim si è dimostrata immediatamente determinante per la condivisione delle informazioni tra i differenti operatori impegnati nella costruzione.

Il flusso delle informazioni necessarie per le approvazioni formali alla costruzione restava tradizionalmente su carta ma il processo di aggiornamento del progetto costruttivo precedeva su un modello condiviso in cui convergevano le informazioni geometriche dimensionali utili alla verifica e continuativo coordinamento tra l’impianto strutturale-civile e gli impianti tecnologici. Contemporaneamente si aggiungevano le ulteriori informazioni sui differenti componenti che arricchivano progressivamente l’approfondimento del livello informativo.

Vista del modello impiantistico utilizzato per l’ottimizzazione del controllo e della manutenzione degli edifici con Building Management System (BMS). Modellazione tridimensionale di un componente impiantistico (UTA) e relativo database informativo associato a ogni oggetto

Su un modello multidimensionale sono state sviluppate le diverse componenti architettonica, strutturale e impiantistica del Campus e integrati tutti gli oggetti con i parametri personalizzati necessari per poi essere gestiti e interrogati da software esterni del Committente. Ciò consentirà di avere sempre sotto controllo tutti i dati relativi alle componenti ingegneristiche architettoniche e impiantistiche del complesso per i necessari interventi del personale del Facility Management.
L’utilizzo di software specifici in ambito BIM permette un efficientamento della produttività in corso di costruzione. Il database che viene via via costituito con il procedere della costruzione diventa un organico contenitore di informazioni disponibili per tutti gli attori che partecipano al processo permettendo ai differenti livelli l’acquisizione, la verifica, il confronto di dati riguardanti tutti gli aspetti della costruzione.

 

L’ATI – Colombo Costruzioni spa e Landi spa nella consapevolezza del ruolo determinante di depositaria principale del processo realizzativo tecnico, in quanto tutte le informazioni che caratterizzano definitivamente l’oggetto edilizio si generano nel progetto costruttivo che contrattualmente è responsabilità del costruttore, operando in ambiente Bim ha avuto l’opportunità di operare con un approccio non solo utile al soddisfacimento delle richieste del Committente ma anche fortemente innovativo rispetto alle consuete pratiche, per la possibilità di utilizzare il modello informativo con interrogazioni riguardanti gli aspetti legati alle quantità da installare, ai costi sostenuti per componenti presi singolarmente o aggregati in codici WBS, e alle tempistiche.

L’impianto strutturale del complesso si presenta con diverse tipologie, armonizzate con il contesto di destinazione funzionale. Una delle problematiche principali del sito è la quota di falda molto alta, situata poco al di sotto del piano di campagna. Durante la fase di scavo e realizzazione delle fondazioni è stato installato un impianto well-point e sono stati utilizzati specifici manti impermeabili per proteggere le strutture controterra. La controventatura degli edifici per rispondere alla sollecitazione di vento e sisma è stata affidata alle pareti dei vani scala e dei vani ascensori.

Tutti gli edifici del complesso sono stati realizzati su piastra di fondazione con spessore di 1 m e muri contro terra aventi spessore variabile compreso tra 40 e 60 cm. L’edificio Hub e l’edificio Ricerca, a differenza di quello destinato alla Didattica che aveva necessità di spazi con ampia libertà distributiva, hanno una maglia costruttiva costante di dimensione compresa tra 7,20 e 9 m, quindi il cemento armato gettato in opera è stata la soluzione strutturale scelta anche per le elevazioni.

L’approccio mediante metodologia Bim ha permesso di disporre di un modello geometrico delle strutture utilizzato per le verifiche di coordinamento con la progettazione costruttiva degli impianti. Anche nel caso dell’impianto strutturale sono state inserite nel database tutte le informazioni relative alle prestazioni funzionali delle strutture per tipologia e localizzazione unitamente alle istruzioni e procedure afferenti il piano di manutenzione.

La scheda del progetto

Localizzazione – Location: Pieve Emanuele (MI)
Committente – Client: Pieve srl
Destinazione d’uso – Intended use: Ricerca e didattica universitaria – Research and university teaching

 

Progetto architettonico – Architectural project: arch. Filippo Taidelli
Progettazione esecutiva e Direzione Lavori – Executive planning and construction supervision: Artelia Italia
Progetto strutturale – Structural project: Studio Sajni & Zambetti srl
Impresa Principale – Main Contractor: ATI Colombo Costruzioni spa (mandataria) Landi spa (mandante)
Anno di costruzione – Year of construction: 2017
Superficie – Surface: 25.100 mq
Importo lavori – Costs: € 41.000.000

 

Ringraziamenti

Si ringraziano la Committente delle opere Pieve srl, l’ATI – Colombo Costruzioni spa e Landi spa per aver messo a disposizione documentazione tecnica e le fotografie di Giuseppe Giudici appartenenti al proprio archivio, Mpartner srl per i contributi specifici BIM.

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