Il dipartimento di progettazione delle caffetterie di Starbucks Coffee in Giappone, conosciuto come Japan Design Studio, è uno dei 18 studi di design Starbucks leader nel mondo.

Tra i suoi 30 dipendenti, quasi l’80% sono interior designer o architetti e ogni anno progettano più di 100 caffetterie per nuove aperture e ristrutturano 150 caffetterie esistenti.

Gli interior designer sono tenuti a mantenere la coerenza del design di Starbucks come marchio globale, ma devono anche includere in modo sinergico la cultura giapponese, per fornire soluzioni di design che possano attrarre clienti nelle diverse regioni del Paese.

Anche se l’abitudine delle grandi catene di negozi internazionali è quella di presentare luoghi riconoscibili e con caratteristiche simili (colori, materiali, rivestimenti ecc.) in tutti i luoghi del mondo, una delle caratteristiche di Starbucks è quella di tenere in forte considerazione la storia, la cultura e lo stile di vita del luogo in cui si sviluppa il progetto. L’approccio a un caffè non può essere standardizzato ovunque, poiché è un’abitudine strettamente legata alla vita, alle abitudini e alla cultura tipica della società in cui si andrà a inserire lo store.

La prima grande caffetteria, realizzata in Matsuya Street, a Ginza (Tokyo), apparve sulla stampa come “la prima caffetteria internazionale Starbucks”. All’epoca, era stata progettata in conformità con le normative e le caratteristiche spaziali dei locali giapponesi, sulla base di un design fornito dalla sede centrale di Seattle.

L’espansione internazionale di Starbucks ha modificato man mano l’approccio ‘americano’; la sede centrale ha lasciato sempre più spazio ai caratteri connotanti la prospettiva culturale e la creatività legata al luogo, dando solo indicazioni più concettuali.

Ark Hills store counter progettato con Autodesk Revit

Il Bim per la progettazione d’interni

Nel 2009, il dipartimento di design giapponese decide di sostituire i software Cad con uno dei primi strumenti Bim, Autodesk Revit, sistema già utilizzato nella sede centrale di Seattle. Mayu Takashima, il manager di Starbucks Coffee Japan analizza criticamente il loro passaggio al Bim raccontando di aver iniziato senza una precisa formazione, o un riferimento comune per la modellazione; ognuno ha iniziato a usarlo in modo diverso, senza condividerne le impostazioni iniziali o facendo una formazione che strutturasse un percorso di modellazione per i progettisti coinvolti. “Revit puoi farlo funzionare in qualsiasi modo lo usi“, ammette Takashima e prosegue: “Un esempio rilevante: le informazioni di ogni designer erano legate a ogni famiglia (parti per la modellazione 3D). Ma non siamo stati in grado di estrarre queste informazioni come informazioni, poiché abbiamo dovuto inserirle manualmente in un altro set di dati per poterle utilizzare digitalmente. Eravamo in una situazione caotica perché non eravamo in grado di utilizzare efficacemente le informazioni sugli attributi Bim“.

Per semplificare e unificare il flusso di lavoro è stata effettuata una revisione sostanziale di tutto il processo: sono stati fatti degli incontri con ogni designer, cercando di capire, per ciascuno, quali fossero le funzioni necessarie per creare i progetti delle caffetterie. Raccogliendo tutti i feedback, si sono integrate le diverse esigenze. Si è quindi creato un sistema di lavoro condiviso, dove tutti fossero in grado di lavorare allo stesso livello. “Questa fondamentale verifica ha avuto successo, e ora il lavoro si svolge senza intoppi utilizzando Revit per tutti i modelli di caffetterie“, dice Eri Takao del team di progettazione. Un altro elemento rilevante è stata la creazione di un programma di formazione nell’ambito della gestione continuativa di questo processo Bim, rivolto anche a partner esterni o operatori Cad che non hanno ancora esperienza nell’uso di Revit e devono imparare a utilizzare lo strumento in modo efficiente. Questo ha permesso di implementare l’uso del Bim non soltanto all’interno dell’azienda ma in tutta la filiera di Starbucks. “Ora tutti sanno ‘how to draw this drawing’ senza alcuna esitazione, che è un enorme risparmio di tempo. Siamo in grado di dedicare più tempo a pensare e creare progetti“, dice Takahashi.

Quest’esperienza non si applica soltanto per i progetti di nuova costruzione, ogni anno infatti l’ufficio progettazione delle coffehouse rimodella numerose caffetterie esistenti sulla base dei disegni originali conservati, elaborati su carta o su software Cad. Per iniziare il processo di passaggio al Bim, il team deve rimodellare lo stato di fatto, crando un modello 3D Revit a partire dai disegni 2D esistenti. A questi modelli vengono poi associate le prime informazioni utili per la progettazione. Con il modello infatti, sia i responsabili commerciali che i responsabili di zona, possono più facilmente spiegare i cambiamenti che verranno apportati alla caffetteria da ristrutturare, a tutti gli stakeholder.

I progettisti pensano costantemente in 3D, ma gli altri no. Mostrare parti difficili da comprendere in un disegno 2D, tramite l’uso di un modello 3D Revit rende la comunicazione estremamente semplice“, dice Takashima. Il modello Revit aiuta anche i progettisti, a capire meglio sia i volumi, gli ambienti e la posizione di tutti gli oggetti dell’edificio (travi, impianti, controsoffitti ecc.). Quando si presenta il progetto ai proprietari dell’edificio o ai gestori, non c’è più bisogno di creare delle presentazioni o delle viste fittizie, si può usare direttamente il modello Bim. Questo ha migliorato significativamente la velocità di lavoro, in quanto il team è in grado di spiegare meglio il progetto ai proprietari e ottenere immediatamente il loro feedback.

Il Sanjo Karasuma Starbucks di Kyoto è stato rinnovato e riaperto nel settembre 2016. Gli ultimi gusti di caffè sono presentati all’interno di un’estetica che incorpora il concetto di “bellezza nella semplicità” sposato dal maestro del tè Enshu Kobori

Utilizzo del Bim e della realtà virtuale per migliorare la progettazione degli store

Nell’estate del 2016, il team ha iniziato a creare esperienze di Virtual Reality direttamente dai dati presenti nei modelli Bim utilizzando il servizio Autodesk Revit Live, una soluzione cloud basata sul 3D game engine Autodesk Stingray. Revit Live può convertire direttamente i file Revit in esperienze VR, senza un complicato lavoro di conversione. Le visualizzazioni possono essere utilizzate per presentazioni e condivisione di informazioni.

Prima di aggiungere Revit Live al loro flusso di lavoro, era stato chiesto, ai vari reparti dell’azienda, di sperimentare la VR tramite il display HTC VIVE, all’interno del modello del negozio Ark Hills Tokyo, che era stato appena ristrutturato con il Bim. Sessanta collaboratori provenienti da diversi Paesi del mondo e da diversi reparti della progettazione, produzione e distribuzione, hanno sperimentato il modello in VR e il feedback è stato incredibilmente positivo.

Rendering Autodesk Stingray creato al momento della progettazione

Per caso, il barista che lavorava all’Ark Hills Store è entrato nella sede centrale di Starbucks Japan il giorno prima dell’esperienza VR, così glielo abbiamo fatto testare segretamente per primo“, racconta Takao. “Stavamo usando i dati del modello Bim effettivamente utilizzato per la costruzione, quindi ovviamente sapevamo cosa aspettarci. Ma quando quel barista ha detto: ‘Lavoro con i sifoni qui ogni giorno. La larghezza, l’altezza è esattamente la stessa, e questo è l’angolo in cui siede il cliente”, eravamo sicuri che gli altri collaboratori, il giorno successivo, avrebbero testato positivamente il progetto“.

Non c’era nulla di incomprensibile nell’esperienza di VR, anche per i membri dello staff che lavoravano alla caffetteria. I 60 collaboratori hanno sperimentato il modello e sono rimasti tutti stupiti: le reazioni di ciascuno sono state diverse, anche in relazione al lavoro svolto e ai ruoli. Il team delle strutture, ad esempio, ha osservato gli elementi di dettaglio per vedere come erano state progettate le parti non più visibili al termine dei lavori.

Se si può riprodurre virtualmente l’azione di tenere una tazza e servirla a un cliente, la VR può essere utilizzata anche per i progetti operativi“, spiega Takao. “Di solito creiamo un mock-up per controllare le attrezzature utilizzate nei negozi, ma penso che potremmo essere in grado di evitare questo processo. Abbiamo anche numerose riunioni con il personale per decidere il posizionamento dell’attrezzatura vera e propria, ma potremmo essere in grado di utilizzare il VR anche per questo“, dice Takashima, “Ora possiamo usare la Virtual Reality per condividere le idee in tempo reale, cosa che mi aspetto ci aiuterà a costruire il consenso nel corso del nostro lavoro“.

Indossando un dispositivo per la Realtà Virtuale lo spazio 3D può essere sperimentato dai progettisti e collaboratori.

Utilizzando Revit Live, il modello Bim può essere modificato per la visualizzazione in tempo reale in breve tempo. I punti di vista e l’illuminazione possono anche essere regolati utilizzando lo strumento Live Editor. Chiunque sia coinvolto nel progetto può visualizzare e sperimentare la visualizzazione in modo interattivo utilizzando l’applicazione gratuita Live Viewer.

Prima dell’uso del Bim, nelle discussioni con i costruttori, il personale operativo e le altre divisioni che avevano bisogno di capire i nostri progetti, dovevamo spiegare alcune parti di progetto cercando di far immaginare ciò che avevamo in mente“, aggiunge Takashima.
L’esperienza della VR in Revit Live fornisce una qualità sufficiente per i processi di verifica interni, aiutando il team a creare un sistema di controllo interno. Lo sviluppo di immagini ancora più dettagliate rende possibile un’esperienza VR ancora più realistica.

La Realtà Virtuale permette di muoversi liberamente all’interno dello spazio per controllare il progetto

Il Bim per il sociale

All’interno dei progetti sociali di Starbucks, che si svolgono in aiuto alle attività delle comunicatà locali in situazioni di estrema difficoltà (ad esempio durante le ricostruzioni post-sisma), nel 2016 il dipartimento di progettazione delle coffehouse ha partecipato a un progetto di sovvenzione ad Asahikawa, Hokkaido. L’obiettivo, che si affianca alla promozione dell’occupazione nei comuni ad alto livello di spopolamento, era quello di formare alcuni tele-lavoratori a utilizzare Revit.

L’obiettivo del progetto è quello di dare competenze specifiche a tutte quelle persone che vorrebbero lavorare ma non possono lasciare la propria abitazione per motivi personali (come l’assistenza familiare o disabilità) e dare loro una possibilità per entrare nel mondo del lavoro.
Come filosofia aziendale, Starbucks vuole sempre contribuire a creare una società migliore“, dice Takashima. “Pensavo che questo sforzo corrispondesse a questa filosofia, così abbiamo provato a collaborare con i telelavoratori per la prima volta“.

I modellatori Revit sono molto richiesti dal mercato e Takashima pensa che padroneggiare questa abilità può aiutare a raggiungere l’indipendenza economica. “Tutti stanno sperimentando Revit per la prima volta, ma sono tutti estremamente attivi e dicono che è molto piacevole modellare in Bim”. Ad esempio, sarà necessario disegnare i mobili in Revit, avendo una conoscenza e un’attenzione particolare per il processo di costruzione e assemblaggio; si progetterà lavorando insieme. “A differenza del CAD 2D, è possibile capire il processo di progettazione e sperimentare l’emozione di creare insieme ai progettisti“, afferma Takashima.
Starbucks continua a esplorare nuovi modi di lavorare e nuovi processi produttivi. Con l’avanzare della tecnologia, l’azienda continuerà a fare ulteriori passi avanti nella comunità e nel design.

DATI DI PROGETTO

Localizzazione Giappone
Committente Starbucks
Destinazione d’uso Caffetteria
Interior Design: Japan Design Studio
Anno di costruzione 2016

 

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