Bim a supporto della certificazione Leed di Bulgari

La nuova Manifattura Bulgari a Valenza, inaugurata nel dicembre 2017, è la più grande fabbrica di gioielli in Europa. Sorge sull’antica abitazione e laboratorio di Francesco Caramora, il primo orafo della città che, dal 1826, iniziò il processo di trasformazione di Valenza, da borgo agricolo nella città orafa più famosa al mondo.

Bulgari ha ristrutturato e ampliato “la bottega dell’oreficeria” creando un impianto moderno e all’avanguardia, unendo la storia centenaria dell’azienda, con la tecnologia e la sostenibilità, Bulgari Gioielli spa ha infatti chiesto di avere il primo edificio produttivo in Italia certificato LEED Gold.

Il complesso, di circa 14.000 mq, è composto da due edifici molto diversi tra loro che ospitano sia le funzioni amministrative che la produzione. Le funzioni amministrative e le funzioni ricettive sono contenute nell’edificio storico, demolito e ricostruito proprio per il suo valore storico-simbolico e ampliato con un corpo in vetro che riprende la sagoma originale.

La produzione e le attività connesse sono invece ospitate nel nuovo corpo edilizio, un padiglione quadrato 73×70 m di circa 11 m di altezza, con una corte all’interno di circa 600 mq, che garantisce ottimi livelli di illuminamento e ventilazione naturale a tutti gli ambienti. È costituito da 3 piani, di cui uno interrato, che accoglie gli spazi di servizio (ristorante e spogliatoi del personale, aree break ecc.) e consente l’accesso alla corte, spazio collettivo destinato al relax e alle relazioni. Al piano terra si trovano l’ingresso principale, le aree per le lavorazioni pesanti e la logistica, mentre gli uffici e i laboratori orafi occupano il primo piano.

La sicurezza è uno degli elementi cardine del progetto, così come la flessibilità degli spazi, che devono avere la possibilità di modificarsi nel tempo, in relazione alle esigenze del Committente. Per questo motivo è stata creata una pelle architettonica metallica, staccata dalla facciata dell’edificio circa 6 m, che consente di mantenere i livelli di privacy richiesti e di nascondere gli elementi tecnologici (canali, attrezzature ecc.) oggetto di modifiche e integrazioni nel tempo, garantendo, allo stesso tempo, la vista verso l’esterno a tutti i lavoratori.

Questa pelle non è solo una barriera visiva, che diventa anche un primo schermo di controllo per la security, ma diventa l’elemento connotante del progetto, trasformando la struttura in un gioiello architettonico. Il trattamento di colorazione elettrolitica dei pannelli fa sì che il colore si modifichi durante la giornata, in base ai movimenti del sole, mentre all’interno si creano interessanti giochi di luce grazie alle trame delle forature che cambiano sia di dimensione che di posizione, per ogni pannello.

vista del cortile interno dell’edificio

Costruito in soli 18 mesi, questo progetto rappresenta un ottimo esempio di progettazione multidisciplinare coordinata secondo un processo Bim che ha consentito di gestire il flusso informativo durante tutte le fasi.

La fabbrica è composta da 18 officine, dette “isole”, suddivise in base alle categorie di prodotti lavorati; ciascuna contiene tutto ciò che serve per realizzare un prodotto particolare, le postazioni degli orafi, degli incastonatori di pietre e le strumentazioni per la lucidatura finale. Questo layout contiene postazioni per 200 gioiellieri, tutti connessi tra loro in base ai processi produttivi dell’azienda. L’elevata complessità del progetto ha reso necessaria la collaborazione e il coordinamento di tutti i professionisti coinvolti nel progetto.

Le scadenze erano molto ravvicinate, e diversi studi di progettazione che si occupavano delle diverse parti del progetto (architettonico, strutturale e impiantisti), avevano bisogno di lavorare sullo stesso modello contemporaneamente“, afferma Giacomo Bergonzoni, responsabile Bim di Open Project. È stato quindi creato un modello federato che conteneva altri quattro modelli Bim: architettonico, strutturale in acciaio, strutturale in cemento armato e impiantistico.

È stata una questione molto complessa integrare le diverse discipline tecniche nel processo di progettazione di questo edificio. È stato elaborato un piano per ottimizzare il processo di produzione, e questo doveva essere coordinato con i vincoli imposti dai componenti strutturali prefabbricati e dall’insieme degli impianti meccanici, elettrici, idraulici e di alimentazione necessari per la lavorazione dei metalli preziosi, tenendo anche conto dell’alto livello di sicurezza richiesto.

Inoltre, la demolizione dell’edificio storico e la sua ricostruzione come sede dell’amministrazione e luogo di ricevimento per i clienti, richiedevano che il risultato finale fosse strettamente controllato dalla qualità, fin nei minimi dettagli. Alla luce di tutte queste considerazioni era chiaramente impossibile rischiare di rinviare il coordinamento delle diverse discipline in una fase che non fosse già quella iniziale di concept. È stato quindi avviato il processo di modellazione architettonica e inserimento nel modello dei dati necessari per il progetto definitivo (LOD 200). I vantaggi significativi e gli eccellenti risultati ottenuti hanno consentito, successivamente, la preparazione dei disegni utilizzando un modello BIM federato (LOD 300), che si è dimostrato fondamentale per integrare rapidamente le esigenze del cliente e ottimizzare la gestione della futura supervisione della costruzione.

La modellazione Bim e l’attribuzione di set di informazioni a oggetti intelligenti richiedono che il progettista imposti il progetto con una prospettiva completamente nuova. Il coordinamento continuo e inevitabile di tutti i piani, le altezze e le sezioni implica che i problemi debbano essere risolti immediatamente, cosa che in un progetto tradizionale potrebbe rischiare di essere trascurata o posticipata fino a quando il processo di progettazione non ha raggiunto uno stadio troppo avanzato. Il Bim offre un ritorno significativo sull’investimento, a condizione che il lavoro venga organizzato correttamente e che le informazioni siano inserite nel sistema in modo ordinato, per permettere anche alle persone che non sono state coinvolte nel suo sviluppo iniziale, di poterle facilmente estrapolare dal modello virtuale. La progettazione integrata con la metodologia Bim richiede non solo la possibilità di utilizzare dei software innovativi, ma ha soprattutto un effetto a catena sul processo di progettazione nel suo complesso.

Assonometria esplosa del modello Bim con le indicazioni, in giallo, dei diversi componenti impiantistici del progetto

Libreria personalizzata di oggetti Bim

Indubbiamente, uno dei nodi più complessi da risolvere è stata la creazione di famiglie parametriche personalizzate. Questo progetto aveva una superficie di 15.000 mq e includeva una lunghezza significativa di pareti, porte, finestre e mobili. Mentre è ovviamente possibile scaricare le “famiglie” di Revit già predisposte dal produttore o da altri utenti, da piattaforme online come Autodesk Seek, BIMobject, BIMstore, NBS National BIM Library, queste non sono quasi mai lo standard richiesto per i disegni costruttivi e non soddisfano la qualità grafica richiesta o i parametri per la preparazione di pianificazioni complete.

Sono state quindi modificate le caratteristiche degli oggetti intelligenti in modo che i programmi possano essere creati automaticamente utilizzando AGA CAD Dynamic Legend, un componente aggiuntivo di Revit. Sfortunatamente, sebbene fosse ancora necessario un lavoro manuale, abbiamo indubbiamente risparmiato molti giorni e siamo stati in grado di posticipare la preparazione degli orari in forma grafica fino a molto vicino alla data di consegna, riducendo così al minimo il rischio di errori.

La disponibilità di un modello Bim sempre completo e aggiornato è stato fondamentale per verificare l’aspetto estetico modificato da una serie di decisioni progettuali, ad esempio per valutare l’impatto visivo dei numerosi elementi impiantistici posizionati in copertura, o l’ottimale passo tra i montanti per le vetrate al cortile interno. Una simulazione sul modello tramite Autodesk Revit, ci ha permesso di eliminare le persiane per la protezione solare tra l’edificio e la “pelle architettonica”, poiché ha dimostrato che questi non avrebbero avuto alcun effetto sulla radiazione solare che colpisce i vetri. ù

Altri vantaggi positivi dell’utilizzo di un modello virtuale sono stati la capacità di utilizzarlo per spiegare il progetto al cliente, per pubblicare rapidamente assonometria e prospettive spaccate e per accelerare la costruzione di modelli in scala fisica e CGI per scopi di marketing. Infine, la capacità di coordinare tutte le attività utilizzando un modello federato ha consentito a tutti i membri del team di rilevare rapidamente eventuali problemi causati da interferenze e suggerire soluzioni alternative.

Bim per la certificazione Leed

Bulgari Gioielli spa, ha richiesto che questo edificio fosse la più grande fabbrica e il primo edificio certificato LEED Gold in Italia. L’utilizzo del metodo Bim ha dato diversi vantaggi alla progettazione secondo gli standard LEED, ma molti sono ancora solo potenziali e oggetto di una continua ricerca che Open Project porta avanti in parallelo all’attività strettamente professionale. Il primo vantaggio è quello di creare, all’interno dell’unico file di riferimento, un set di tavole specifiche per la richiesta della certificazione LEED.

Il Bim team si è quindi impegnato a creare etichette e modelli di vista speciali seguendo le richieste del LEED AP. Inoltre il modello esportato in formato gbXML è stato utile anche per l’attività di commissioning, poiché è servito come verifica del modello per l’analisi energetica.

Verifica automatica dei crediti Leed

Grazie all’attività di ricerca è stato possibile automatizzare l’interoperabilità fra Revit ed Excel con il software di programmazione visuale Dynamo, operazione schematizzata nell’immagine soprastante. Con questo algoritmo si è interrogata la portata delle bocchette presenti in ognuna delle circa 300 stanze dell’edificio per poi controllare che fossero stati rispettati i requisiti minimi della norma UNI EN 15251. In questo modo la verifica del credito LEED è stata monitorata durante tutto il processo progettuale.

Il Bim per la gestione delle quantità di progetto

Ogni elemento nel modello Bim ha un parametro “keynote” che lo identifica come un elemento nell’elenco prezzi. Grazie agli abachi delle quantità all’interno di Revit, sono state create tabelle che erano coerenti con il modello utilizzato per la preparazione della distinta delle quantità, continuamente aggiornate durante tutto il processo. Per generare un modello Bim 5D, è stato sviluppato un flusso di lavoro ottimizzato basato su Revit e sulla sua estensione Roombook, arrivando a PriMus tramite Google Apps for Work. Questo parametro “keynote” è stato utilizzato anche per descrivere automaticamente ciascun oggetto in modo coerente su tutti i disegni, eliminando così incomprensioni e consentendo di apportare modifiche istantaneamente su tutti gli elaborati di progetto.

Bim per la fase costruttiva

A seguito dell’aggiudicazione della gara, Open Project ha continuato il più possibile a utilizzare il modello Bim precedentemente sviluppato per la supervisione della costruzione. In particolare, visti i brevissimi tempi di costruzione, questo ha dato notevoli vantaggi rendendo possibile modellare rapidamente gli effetti di eventuali variazioni sulle quantità e sui costi.
L’intera Manifattura – spiega l’archiutetto Luca Drago di Open Project, responsabile del progetto architettonico – è stata costruita utilizzando prevalentemente componenti prefabbricate, anche per facilitare eventuali future modifiche”.

Poiché i componenti strutturali prefabbricati in cemento armato dovevano tenere conto della tecnologia adottata dal produttore, è stato utilizzato un modello diverso, che è stato esportato in Navisworks, in modo da poter sviluppare una cosiddetta versione Bim 4D, ovvero una simulazione time-lapse che mostra le fasi del processo di costruzione. Questo modello è stato usato come supporto anche per la progettazione della sicurezza, valutando eventuali interferenze che avrebbero potuto insorgere tra i diversi team che lavorano sul posto allo stesso tempo.

Risultati

Questo nuovo gioiello è stato il primo progetto in cui Open Project ha utilizzato il Bim come metodo per la progettazione integrata, ed “è stata un’esperienza fortemente positiva che ci ha costretti a misurarci con le tecnologie più innovative e ci ha permesso di alzare gli occhi e fissare obiettivi che guardano al futuro del settore delle costruzioni” dice Bergonzoni, Bim manager di OpenProject.

Abbiamo anche riutilizzato il Bim in progetti successivi, sempre con esiti positivi. Modificando la dimensione di ciascun progetto e il suo programma di funzioni, in ogni caso il Bim ha dimostrato di essere l’approccio che ha prodotto le migliori prestazioni”.
Questa esperienza ha introdotto anche nuove sfide tecnologiche, ad esempio nel campo del Virtual Design and Construction (VDC) che ha consentito a Open Project di aprirsi anche al mercato mediorientale, aprendo un ufficio ad Abu Dhabi, dove il Bim è uno standard consolidato.

Poiché il Bim è una tecnologia in continuo sviluppo, Open Project ha anche deciso di investire nella propria ricerca interna continua: “Alcune aree di fondamentale importanza che abbiamo identificato sono l’integrazione del Bim con la certificazione LEED e l’uso del Bim in lavori di ristrutturazione, restauro e gestione di strutture”.

Utilizzando la tecnologia più recente nella progettazione di edifici, sicurezza e processi produttivi, Bulgari ha creato una fabbrica degna di questo una marca di lusso. E con una nuova scuola che allena gioielli emergenti produttori all’interno dello stabilimento di Valenza, Bulgari sta consolidando la sua presenza nella tradizione della creazione di gioielli italiani, ora in una bellezza architettonica facilità che è anche un posto piacevole dove lavorare.

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