PlanRadar porta gli agenti AI nei cantieri per automatizzare il follow-up dei progetti

PlanRadar

PlanRadar ha annunciato il lancio di PlanRadar AI Agents, una nuova funzione integrata nella propria piattaforma per automatizzare le attività operative che seguono eventi, segnalazioni e richieste all’interno di un progetto edilizio, immobiliare o di facility management.

L’obiettivo è affrontare uno dei problemi più persistenti nella gestione dei progetti: la distanza tra ciò che viene registrato nel sistema e ciò che viene effettivamente completato. Una criticità può essere documentata correttamente, una richiesta può arrivare alla persona giusta e un’ispezione può produrre tutte le informazioni necessarie, ma il lavoro rischia comunque di fermarsi se nessuno esegue l’azione successiva.

Gli agenti di PlanRadar sono progettati per intervenire proprio in questo passaggio. Una volta configurati, si attivano automaticamente quando si verifica un determinato evento e portano a termine l’operazione prevista senza richiedere un’approvazione per ogni singola esecuzione. La decisione su cosa automatizzare, quali dati utilizzare e quali limiti applicare resta però nelle mani del cliente.

Dalla registrazione delle attività alla loro esecuzione

Le piattaforme digitali impiegate nei cantieri e nella gestione immobiliare hanno finora concentrato buona parte del proprio valore sulla raccolta delle informazioni: documenti, fotografie, rapporti, ispezioni, segnalazioni e comunicazioni tra i diversi soggetti coinvolti.

Gli AI Agents introducono un livello ulteriore. Il sistema non si limita a conservare o rendere disponibili i dati, ma può usarli per eseguire un’attività precedentemente definita. Si tratta, in sostanza, di piccoli flussi di lavoro automatizzati che combinano un evento di attivazione, l’accesso alle informazioni del progetto e un’azione da completare.

I clienti possono creare gli agenti attraverso istruzioni in linguaggio naturale, descrivendo il compito senza dover programmare, oppure scegliere una delle configurazioni già predisposte da PlanRadar. È un approccio che punta a rendere l’automazione accessibile anche a responsabili di progetto, appaltatori e operatori che non dispongono di competenze informatiche specialistiche.

La differenza rispetto a un tradizionale assistente basato sull’intelligenza artificiale è significativa. Un assistente normalmente aspetta una domanda dell’utente; un agente, invece, può osservare il verificarsi di un evento e agire autonomamente secondo le regole ricevute. In questo modello l’intervento umano si sposta dalla singola operazione alla progettazione e supervisione del processo.

L’agente “Response” e il caso delle richieste di informazioni

Tra gli esempi presentati dall’azienda figura l’agente “Response”, pensato per gestire le RFI, acronimo di Request for Information. Nel settore delle costruzioni, una RFI è una richiesta formale di chiarimento utilizzata quando disegni, specifiche tecniche o documenti contrattuali non forniscono informazioni sufficienti per procedere.

L’agente legge la richiesta in arrivo, cerca le informazioni pertinenti nei documenti del progetto e genera una risposta indicando la fonte utilizzata. Secondo PlanRadar, questo processo può ridurre da ore a minuti il tempo necessario per fornire una prima risposta.

Il dato descrive il beneficio atteso in uno specifico caso d’uso, ma non costituisce ancora un benchmark indipendente. La fonte non fornisce informazioni sul numero di progetti esaminati, sulla precisione delle risposte o sulla frequenza con cui sia necessario un intervento correttivo. La qualità del risultato dipenderà inoltre dalla completezza e dall’organizzazione dei documenti disponibili: un agente può trovare rapidamente un’informazione corretta, ma può anche risentire di dati mancanti, versioni non aggiornate o classificazioni incoerenti.

Il potenziale operativo resta comunque rilevante. Nei progetti complessi, la somma di richieste, solleciti, assegnazioni e verifiche può assorbire molte ore di lavoro. Automatizzare anche soltanto una parte di queste attività potrebbe permettere ai professionisti di concentrarsi sulle decisioni che richiedono esperienza tecnica, valutazione del rischio e conoscenza del contesto.

Ibrahim Imam, co-CEO di PlanRadar Group, sintetizza così l’obiettivo: "I nostri agenti individuano ciò che altrimenti potrebbe sfuggire e trasformarsi in lavoro da rifare, così i team di progetto possono concentrarsi sulle valutazioni che solo le persone sono in grado di fare."

Controllo preventivo, registrazione delle azioni e permessi

Il punto più delicato riguarda il rapporto tra autonomia e controllo. Gli agenti vengono eseguiti senza una nuova autorizzazione ogni volta che si verifica l’evento previsto, ma PlanRadar afferma che i clienti possono verificare preventivamente che cosa farà ciascun agente.

Ogni attività viene inoltre registrata e associata all’agente che l’ha eseguita. Questa tracciabilità è essenziale in ambienti nei quali una decisione può produrre conseguenze sui costi, sui tempi di consegna, sulla sicurezza o sulle responsabilità contrattuali.

Secondo l’azienda, gli agenti operano utilizzando i dati già presenti nella piattaforma e rispettano i diritti di accesso della persona che li ha creati. Non dovrebbero quindi poter consultare informazioni o compiere operazioni oltre i limiti stabiliti dalla configurazione e dalle autorizzazioni esistenti.

Clemens Hammerl, Chief Product Officer di PlanRadar, definisce il principio alla base del sistema come "vera autonomia abbinata a un controllo reale". È una promessa centrale per l’adozione, ma la sua efficacia dovrà essere verificata nell’impiego quotidiano, soprattutto nei flussi che coinvolgono più aziende, ruoli e livelli di autorizzazione.

PlanRadar dichiara inoltre che l’introduzione degli agenti non modifica le modalità di archiviazione o trattamento dei dati di progetto e che le nuove funzioni operano nel rispetto degli standard di sicurezza e protezione dei dati già certificati sulla piattaforma.

Una nuova fase per il software di gestione dei progetti

Sul piano industriale, il lancio segnala il passaggio da un software che funziona principalmente come sistema di registrazione a una piattaforma capace di partecipare all’esecuzione del lavoro.

Per i fornitori di software destinato alle costruzioni e al facility management, la competizione potrebbe quindi spostarsi. Non sarà più sufficiente offrire archivi digitali, moduli, report e strumenti di collaborazione: diventerà importante dimostrare che la piattaforma è in grado di collegare le informazioni alle azioni, riducendo i passaggi manuali senza compromettere affidabilità e controllo.

PlanRadar parte da un vantaggio potenziale: gli agenti sono inseriti direttamente nello spazio in cui documenti, comunicazioni e attività vengono già gestiti. Gli utenti non devono adottare un’applicazione separata né trasferire continuamente dati tra sistemi differenti. Per l’azienda, questa integrazione può rafforzare il valore dell’intera piattaforma; per i clienti, tuttavia, potrebbe anche aumentare la dipendenza dall’ecosistema tecnologico scelto.

La disponibilità di agenti configurabili in linguaggio naturale può inoltre ampliare la platea di persone in grado di creare automazioni. In passato queste funzioni richiedevano spesso sviluppatori, integrazioni personalizzate o consulenti specializzati. Ora un responsabile operativo potrebbe descrivere direttamente il processo da eseguire, anche se la semplicità della configurazione non elimina la necessità di definire regole, eccezioni e responsabilità.

Per le implementazioni più articolate, PlanRadar mette a disposizione i propri Forward Deployed Engineers, tecnici che lavorano direttamente con i team dei clienti per individuare i casi d’uso e rendere operativi i primi agenti. Il servizio suggerisce che, nonostante l’interfaccia in linguaggio naturale, l’adozione su processi complessi può richiedere competenze specialistiche e una fase di progettazione organizzativa.

I vantaggi possibili e le barriere all’adozione

General contractor, appaltatori e responsabili di progetto sono indicati come i principali beneficiari perché gestiscono un numero elevato di criticità, ispezioni e attività di follow-up. In questi contesti, anche piccoli risparmi su operazioni ripetute possono produrre un effetto significativo sull’intero progetto.

Il vantaggio non riguarda soltanto la velocità. Un agente che esegue sistematicamente un’azione può ridurre dimenticanze e ritardi, rendere più omogenei i processi e migliorare la tracciabilità. Potrebbe inoltre consentire alle aziende di aumentare il volume delle attività gestite senza una crescita proporzionale dell’organico.

Restano però diverse questioni aperte. L’automazione deve essere accompagnata da regole precise per la gestione degli errori, da procedure di escalation e da controlli sui risultati prodotti. Occorre stabilire quali operazioni possano essere completate autonomamente e quali debbano restare soggette a una verifica umana, soprattutto quando incidono su sicurezza, conformità, varianti o impegni economici.

Anche l’affidabilità dei dati rappresenta una barriera. Documenti duplicati, informazioni obsolete e permessi configurati male possono compromettere il lavoro dell’agente. Prima di automatizzare un processo inefficiente o poco strutturato, le organizzazioni potrebbero quindi dover migliorare la qualità della propria gestione documentale.

La fonte non indica tassi di errore, limiti quantitativi, integrazioni supportate o risultati ottenuti su un campione esteso di clienti. Non è quindi ancora possibile misurare quanto l’autonomia annunciata si traduca in benefici uniformi nei diversi tipi di progetto.

Una prima versione disponibile in tutti i piani

PlanRadar dichiara che gli AI Agents sono già disponibili in tutti i piani come parte delle funzionalità di intelligenza artificiale della piattaforma. L’azienda presenta comunque il lancio come una prima versione, destinata a essere ampliata con nuove capacità e ulteriori possibilità di integrazione.

La direzione è chiara: trasformare la piattaforma da luogo in cui il lavoro viene documentato a ambiente in cui una parte del lavoro viene anche eseguita. Il successo dipenderà dalla capacità di dimostrare che questa autonomia produce risultati affidabili, verificabili e realmente utili.

Se queste condizioni saranno rispettate, gli agenti potranno ridurre una delle inefficienze più diffuse nei progetti: le attività necessarie che tutti vedono, ma che rischiano di restare ferme in attesa che qualcuno trovi il tempo di occuparsene. La sfida sarà ottenere questo risultato senza trasformare la velocità dell’automazione in una perdita di controllo.

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato sulle novità tecnologiche iscriviti alla newsletter gratuita.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome