Home BIM Acca Software, nel post Covid-19 vincerà la digitalizzazione

Acca Software, nel post Covid-19 vincerà la digitalizzazione

L’emergenza Covid-19 ha travolto l’industria delle costruzioni, già in forte difficoltà prima che la pandemia esplodesse. Un settore tuttavia che, secondo stime dell’Ance, rappresenta con l’indotto il 22% del Pil italiano, dando lavoro a circa 2 milioni di persone.

Questa ulteriore crisi del comparto edile sta però mettendo in luce una certezza e cioè che anche nel nostro Paese la ripresa dovrà necessariamente passare attraverso una sempre più diffusa digitalizzazione, quindi un maggiore utilizzo di tecnologie innovative, Bim in primis.

Michele Santoro, Content Manager & Digital PR di Acca Software, ha tratteggiato con noi alcuni possibili scenari a breve e medio termine, partendo dalla situazione attuale di fase 3 dell’emergenza Covid-19.

Con Santoro abbiamo affrontato tutti gli aspetti delle opportunità della digitalizzazione del costruito, per scoprire che nel presente è già concretamente disponibile un patrimonio costituito da strumenti e metodi di condivisione del lavoro in cloud e di progettazione digitale offre quanto serve per il rilancio del settore delle costruzioni, ma anche sotto il profilo delle infrastrutture.

Michele Santoro, Acca Software

A seguito dell’emergenza sanitaria da Covid-19 quali saranno gli sviluppi del Bim?

È chiaro ed evidente che un nuovo futuro è cominciato. Se preferiamo possiamo chiamarla nuova normalità, ma la sostanza non cambia. Chiediamoci: le nostre costruzioni sono pronte a questo cambiamento? D’ora in poi le nostre esigenze saranno diverse. Pensiamo al primo periodo di lockdown quando i professionisti sono stati messi a dura prova dall’emergenza e hanno dovuto riorganizzare le proprie procedure lavorative, ricorrendo al lavoro da remoto o ad altre tipologie di lavoro agile. Qui è emersa, in tutta la sua importanza, la necessità della condivisione del lavoro. Working room, project management, dashboard digitali condivise sono stati gli strumenti che hanno consentito di portare avanti le attività. Queste tecnologie, insieme alle piattaforme collaborative, hanno consentito di mantenere vivo il rapporto con fornitori o committenti. Quello che ci lascia questo periodo pandemico, soprattutto nel settore delle costruzioni, è un grande bisogno di digitalizzazione.

Secondo Acca Software si può essere ottimisti?

Come spesso capita le situazioni più difficili nascondono una grande opportunità, che dobbiamo essere bravi a cogliere. Se parliamo di collaborazione, anche a distanza, di condivisione del lavoro, di digitalizzazione, parliamo di Bim. Ecco quindi che la rapida e diffusa applicazione di questa metodologia è l’opportunità da cogliere per riconfigurare, rendendola finalmente moderna e tecnologicamente avanzata, l’intera filiera delle costruzioni.

Vedo perciò nel breve un’accelerazione della digitalizzazione del settore con una sempre maggiore applicazione del Bim, più rapida rispetto a quanto immaginato dal legislatore, e vedo soprattutto un sempre maggior ricorso al Bim project management.

Solo un rapido passaggio a infrastrutture e servizi cloud consentirà il cambio di paradigma: è la modellazione di risorse attraverso l’ambiente di condivisione dati che permetterà il miglioramento in termini di efficienza ed efficacia dei processi ed il conseguente ritorno sull’investimento dell’organizzazione aziendale.

Come sarà l’evoluzione della digitalizzazione nell’industria delle costruzioni dpo il Covid-19?

Tutti gli studi portati avanti di recente anni hanno rilevato che l’utilizzo di tecnologie digitali negli edifici porterà notevoli benefici in termini di riduzione del costo totale del ciclo di vita dello stabile intorno al 20 per cento, con risparmi annuali tra i 20 e i 30 miliardi di euro sulle spese totali per l’acquisto di beni e servizi per la costruzione, derivanti proprio dallo sfruttamento della digitalizzazione nelle fasi di progettazione e di realizzazione.

La conseguenza sarà un incremento degli investimenti nel settore con ricadute positive sulla collettività e un possibile allargamento dell’offerta a nuovi servizi, come la consulenza energetica, la teleassistenza, i servizi di manutenzione remota e di monitoraggio, e così via.

Sappiamo inoltre che in Italia oltre il 60 per cento degli edifici esistenti ha più di quarant’anni e quasi l’80 per cento è stato costruito prima del 1990, con normative che non garantiscono gli attuali livelli di sicurezza, di efficienza energetica, fruibilità e connettività richiesti oggi agli edifici moderni.

Non ritengo sia casuale che efficientamento energetico e sicurezza sismica siano al centro dell’importante azione che il Governo ha deciso di portare avanti con il Decreto Rilancio. Credo che se l’azione sarà come la si immagina, e senza impedimenti burocratici che ne limiteranno l’effetto, potrà essere una grande opportunità per riuscire finalmente a mettere fine alla crisi del settore, ricreando occupazione, ma anche migliorando la qualità del costruito e, quindi, della vita di chi abita o utilizza gli edifici.

Tutto questo sarà notevolmente facilitato dal Bim: ecco perché la sua adozione, e più in generale un processo di digitalizzazione del settore con una sempre crescente integrazione tra le tecnologie innovative applicabili, lo vedo come processo irreversibile che tutti insieme dobbiamo solo accelerare.

Un cambiamento progressivo ma anche rapido, come lo immagina?

L’evoluzione della digitalizzazione passa attraverso una costante integrazione nelle più innovative tecnologie applicate al settore: Bim, IoT, Gis, VR, piattaforme collaborative e soluzioni cloud. Grazie al Bim cresce la percezione dell’importanza della collaborazione e del lavoro in team, rafforzando percorsi organizzativi e migliorando notevolmente i risultati attraverso una più adeguata organizzazione rispetto alle richieste delle committenze.

La collaborazione tra i diversi settori e tra gli stakeholder coinvolti in un progetto di costruzione non è possibile senza l’accesso strutturato a tutti i dati del Bim. Da qui la necessità di strumenti idonei, piattaforme collaborative fondate su sistemi aperti.

Poi, c’è Gis, il cui utilizzo attraverso le piattaforme Bim permette di contestualizzare e geo-referenziare il progetto con notevoli vantaggi. E ancora Digital Twin e l’IoT, strumenti che stanno letteralmente trasformando il modo di progettare, gestire e pensare un edificio.

Per non parlare della VR e AR, oggi sempre più adottate nel settore: secondo recenti studi sono proprio realtà aumentata e realtà virtuale che costituiscono la quarta ondata di crescita tecnologica che sta investendo il nostro modo di operare, dopo personal computer, Internet, e la diffusione di smart device. Nell’evoluzione della digitalizzazione del processo di costruzione non va dimenticata la robotica, la stampa 3D e l’utilizzo di materiali innovativi. E, non ultima, naturalmente la formazione: occorre integrare competenze e conoscenze digitali in un processo che oggi più che mai ha bisogno di una innovazione tecnologica spinta per dare risposte ai sempre maggiori bisogni di sostenibilità, qualità e bellezza di cui, oggi più che mai, abbiamo bisogno.

Come può riassumere il contributo di Acca Software in questo momento di passaggio post Covid-19?

Tenuto conto che praticamente siamo già dentro questa rivoluzione, dove il fine è progettare e realizzare edifici sicuri, ecosostenibili, altamente performanti, intelligenti e interconnessi, stiamo lavorando in maniera funzionale al raggiungimento di questi obiettivi, fornendo strumenti e servizi che possano aiutare i tecnici italiani a migliorare le loro performance lavorative e la qualità del costruito.

Mi permetto un’osservazione: tre mesi fa avevamo la stessa tecnologia di cui disponiamo oggi. Eppure, durante il periodo di lockdown da Covid-19, grazie ad un modo diverso di utilizzarla, il modo di lavorare e vivere è profondamente mutato. Vedo perciò prioritaria l’evoluzione di piattaforme che ci consentano di lavorare in remoto e in maniera collaborativa.

Conseguentemente, quali saranno gli sviluppi del mercato e in particolare quali tipologie di prodotti e servizi alle imprese saranno più richieste e perché?

Proprio per quanto espresso finora, ritengo che soluzioni software, servizi in cloud e Bim project management rappresentino il presente del mercato. Nell’immediato occorrerà ampliare ulteriormente l’offerta in questo settore attraverso l’integrazione delle nuove tecnologie. Percorso, questo, che la nostra azienda ha intrapreso da tempo e che l’ha portata, in questo preciso momento storico, ad avere disponibili e a proporre al mercato edile, non solo italiano, un’ampia gamma di bim tools integrati. E l’immediato futuro post Covid-19 vedrà Acca software ancora protagonista, anche nel campo dell’HBim (Historic Bim) e delle infrastrutture.

Il Bim è ad oggi ritenuto il metodo più adeguato per gestire il processo di realizzazione di opere edili e infrastrutturali. In edilizia è certamente più evoluto, ma il Bim si sta sviluppando anche nel settore delle infrastrutture.

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