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BIM: il codice di prevenzione incendi diventa digitale

Il dipartimento dei Vigili del fuoco ha pubblicato di recente il documento contenente le schede necessarie per lo sviluppo di una pratica di prevenzione incendi utilizzando la metodologia BIM.

La Relazione del Progetto Fire Digital Check, FDC, e le relative schede sono disponibili sul sito del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.

Questa pubblicazione – sottolinea Harpaceas, società specializzata nella trasformazione digitale del mondo delle costruzioni – rientra nel più ampio Progetto denominato BIM-FDC (Fire Digital Check), nato dalla volontà del Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile di intraprendere il necessario processo di digitalizzazione dei procedimenti di prevenzione incendi previsti dal DPR n. 151/2011 e che costituirà la base su cui costruire uno standard di progettazione e validazione nazionale per quanto concerne i procedimenti di prevenzione incendi.

Il coordinamento di questo progetto è stato affidato dal Dipartimento dei Vigili del Fuoco all’ing. Marco Cavriani, Dirigente Generale del Corpo VVF, che ha coinvolto un gruppo di dirigenti e funzionari VF e alcuni rappresentati di organizzazioni pubbliche e private.

L’Arch. Paolo Bertini, Key Account & Business Development Manager di Harpaceas fa parte dei componenti di questo tavolo tecnico.

Sono onorato di fare parte del progetto FDC (Fire Digital Check) sino dall’inizio, mettendo a disposizione le mie competenze professionali unitamente alla solida esperienza di Harpaceas in ambito BIM, nella digitalizzazione dei processi e sulle tecnologie per la verifica e validazione dei modelli BIM. Il primo imprescindibile passo del progetto FDC era di passare in rassegna le definizioni contenute nel Codice per trovare una corrispondenza in ambito digitale/BIM e definire in modo univoco, condiviso (con la supervisione/approvazione dell’Ente VVF), la versione ‘Open-BIM’.

Questa prima fase si è conclusa con successo e l’attività svolta ha portato, di fatto, ad una versione digitale/BIM delle definizioni del Codice e che saranno adottate quale riferimento ‘ufficiale’ su cui basare le verifiche di rispondenza dei progetti sviluppati in modalità BIM. È stato un lavoro complesso, sfidante, svolto sotto l’immancabile supervisione dei VVF e sottoposto alla loro validazione. Solo così è stato possibile portare a termine un lavoro di tale portata e ottenere un risultato di così alto valore. Il risultato di questo primo passo sulle ‘definizioni’ è la condizione necessaria per i prossimi sviluppi del processo di digitalizzazione delle verifiche nell’ambito della prevenzione incendi”, ha dichiarato Paolo Bertini.

Fire Digital Check: la necessaria adozione del BIM per la digitalizzazione del Codice di prevenzione incendi

Il progetto Fire Digital Check – spiega Harpaceas – si pone l’obiettivo di digitalizzare e standardizzare i linguaggi di scrittura e compilazione di un progetto antincendio, ovvero di automatizzare le procedure di verifica dei progetti.

La scelta di adottare la metodologia BIM e lo standard IFC, formato di file aperto che assicura l’interoperabilità sia nello scambio di informazioni in fase di progettazione tra le diverse discipline (architettonica, impiantistica, strutturale) sia nella trasmissione dei modelli BIM all’Ente preposto alle verifiche (in questo caso VVF), è stata una naturale conseguenza.

Il processo digitale “ottimale” prevederebbe il caricamento, da parte del progettista, del modello BIM in una piattaforma web-based gestita dai VVF e la conseguente verifica automatizzata di rispondenza normativa con restituzione finale, anch’essa automatizzata, dell’esito.

In questo contesto, una soluzione avanzata OpenBIM di Model & Code checking (es. Solibri) assume un ruolo cruciale nelle verifiche condotte sia dal progettista che dall’Ente preposto, laddove consente di impostare facilmente set di regole conformi al codice, di condurre verifiche rigorose e, allo stesso tempo, di automatizzare la procedura, sottolinea Harpaceas.

Più in generale, la digitalizzazione delle verifiche e del processo autorizzativo, oltre a ridurre considerevolmente i tempi necessari per la gestione della pratica, nell’automatizzare le verifiche ottimizza l’impegno delle risorse, consente di condurre un controllo più accurato dei progetti (riducendo il margine di errore) e garantisce, di fatto, migliore qualità della progettazione e soprattutto un maggiore livello di sicurezza in fase di esercizio.

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