Home BIM L’esportazione consapevole dei modelli informativi in formato IFC

L’esportazione consapevole dei modelli informativi in formato IFC

Aggirandovi fra i padiglioni del prossimo Digital&BIM sentirete sicuramente opinioni diverse circa lo standard IFC, la sua effettività utilità e la sua possibilità di rappresentare una reale soluzione per l’interoperabilità. Difficile però negare che, oggi, l’utilizzo consapevole di IFC costituisca uno degli aspetti da governare in una “commessa Bim”.

Con un laboratorio presso Digital & Bim verranno forniti degli strumenti utili a comprendere il ruolo dirimente dell’utente nell’esportazione di modelli informativi IFC da un software di Bim Authoring e a capire come, da uno stesso modello, possano derivare modelli qualitativamente anche molto differenti.

Quello dell’interoperabilità attraverso IFC è un argomento che trova fra gli addetti ai lavori pareri anche nettamente contrastanti: c’è chi dice che non funziona e non sarà mai una soluzione, c’è chi ne è estremamente affascinato, ritenendolo il più grande e visionario progetto di standardizzazione della cultura delle costruzioni (lascio a voi immaginare da che parte penda il parere di chi scrive).

Michele Carradori

Tuttavia la larga maggioranza di chi si occupa operativamente di Bim (mi riferisco soprattutto a Bim specialist e Bim Coordinator) è, probabilmente, disinteressata dal partecipare a questa discussione, o perché non le capita mai di doversi occupare di IFC – difficile – o perché troppo impegnata…

…nel cercare di far comparire nel file IFC in output questo o quel parametro,

…nel mappare correttamente un oggetto verso la classe IFC pertinente,

…nel combattere contro un output eccessivamente pesante,

…nel garantire l’esatta sovrapponibilità dei modelli IFC ottenuti da modelli disciplinari diversi.

Chi è l’autore

Michele Carradori è Direttore di BIS-lab®️, laboratorio di ricerca del Gruppo Contec. Ingegnere, si occupa per il Gruppo Contec di ricerca e sviluppo in ambito di Bim e digitalizzazione del processo edilizio dal 2016. Al momento con BIS-lab®️ cura, in particolare, i temi di interoperabilità via IFC e gestione dei dati attraverso Common Data Environment, fornendo inoltre servizi di formazione e consulenza a soggetti esterni al Gruppo.

Quelle sopra riportate sono solo alcuni esempi delle questioni che possono trasformare quella che si pensava essere una banale operazione di esportazione in un’operazione da mal-di-testa-per-giusta-causa (e in qualche ora di lavoro inaspettatamente persa).

Le ragioni degli attriti, talvolta evitabili, che frenano l’ideale decorso della procedura di esportazione di un file IFC a partire da un modello in formato proprietario sono da ascrivere a due categorie di fattori:

  • fattori non dipendenti dall’utente;
  • fattori dipendenti dall’utente.

Fra i primi, che non verranno considerati nel laboratorio proposto nell’ambito di Digital&BIM, vi sono:

  • l’inidoneità dello schema dati IFC a veicolare certe informazioni (quello appena menzionato è uno scenario possibile per uno standard partorito più di vent’anni fa, ma che trattando un ecosistema così eterogeneo è ancora in fase di maturazione);
  • l’inidoneità delle funzionalità dell’IFC Exporter che il software di Bim authoring utilizzato implementa.

Fra i fattori dipendenti dall’utente si possono ritrovare:

  • la limitata consapevolezza delle logiche che governano lo standard IFC e quindi il meccanismo di esportazione di un file IFC. Va riconosciuto che l’argomento è oggettivamente difficile da approcciare, specie per chi si occupa tradizionalmente di argomenti diversi dall’informatica applicata alle costruzioni, perchè sì, lo standard è aperto, consultabile liberamente, ma comprenderlo intimamente in tutti i suoi aspetti richiede un’applicazione, e un tempo, non indifferenti;
  • la limitata consapevolezza delle funzionalità concesse dal proprio software di Bim authoring in ordine all’esportazione IFC. Anche qui le responsabilità sono da dividere: in parte l’utente è chiamato ad approfondire e sperimentare maggiormente tali funzionalità, in parte le software house – ed in questo caso mi riferisco ad Autodesk, per Revit – potrebbero dotare i propri clienti di strumenti didattici più esaustivi (manuali, guide online, ecc.)

Giovedì 21 novembre, dalle 10:00 alle 11:30, presso Digital & Bim ci si occuperà di focalizzare questi ultimi due fattori, applicando alcuni accorgimenti operativi all’interno di Revit in un’ottica di massima compliance allo standard: si parlerà di IFC 2×3 e di IFC4, di Entities, di Attributes delle Entities, di Property Sets e si comprenderà come questi concetti chiave dello schema dati IFC possano essere gestiti (anche) con Revit.

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