Impresa Percassi, la digitalizzazione del costruire

Innovare, crescere, costruire, sono i tre assi portanti della filosofia di Impresa Percassi, impresa che, da oltre 50, anni opera nel comparto dell’edilizia civile, della ristrutturazione e dei restauri e che oggi è fra i più importanti general contractor nazionali.

Per Impresa Percassi l’innovazione è al primo posto, perché ciò che più conta è guardare sempre avanti e progredire, soprattutto nello sviluppo di processi evoluti e nella digitalizzazione.

La crescita, invece, è l’inevitabile effetto dell’implementazione di queste nuove tecnologie, mentre costruire non significa soltanto realizzare oggetti, ma creare un valore e mettere a punto un modo di fare impresa evoluto.

L’efficientamento del processo produttivo e la digitalizzazione sono una costante di tutti gli interventi che la società ha portato avanti negli ultimi anni: dalla realizzazione del Bocconi Urban Campus, alla nuova sede bergamasca di Confindustria, fino al recente progetto Chorus Life sempre a Bergamo.

Destinazione smart city

Quest’ultimo è un intervento avveniristico di riconversione urbana, su un’area di cira 70 mila metri quadrati, conosciuta come ex-Ote (dove un tempo c’erano officine di trasformatori elettrici ).

Il progetto punta a diventare un riferimento internazionale per la Smart City. Un modello di integrazione di residenza, servizi e spazi pubblici che rinnova i canoni dell’urbanistica degli ultimi anni, fondandolo sulla commistione delle funzioni, sulla sostenibilità ambientale e sull’apporto di tecnologie digitali.

L’impresa Percassi ha cominciato a sperimentare la metodologia Bim tre anni fa, in collaborazione con consulenti e società di ingegneria, non senza incontrare difficoltà, dovute principalmente alla grande varietà di approcci, oltre che di richieste dei clienti.

Ares Frassineti, direttore operativo di Percassi

«Inizialmente – ammette il direttore operativo di Percassi, Ares Frassinetigli stessi consulenti ci avevano proposto soluzioni e percorsi diversi e talvolta contraddittori, generando parecchia confusione nei team di commessa. Per superare queste prime problematiche abbiamo avviato, internamente come Impresa Percassi, un progetto di formazione Bim che coinvolge produzione, ufficio acquisti, ufficio gare, planning e ufficio tecnico per acquisire autonomia su tutte le fasi del processo: progettazione, pianificazione temporale, valutazione dei costi e simulazione delle prestazioni e dei consumi energetici».

Certamente, la strada da percorrere per una fluida e matura gestione dei processi Bim è ancora lunga e le criticità con cui gli addetti ai lavori devono confrontarsi ogni giorno non mancano.

Bim, il problema sono le competenze

«Ne cito alcune – continua Frassineti – fra le più frequenti: l’insufficiente uniformità dei capitolati informativi, la dipendenza da software specifici, spesso solo limitatamente Open Bim, la difficile interoperabilità biunivoca dei processi. A tutto ciò si aggiunge una scarsa coscienza dell’importanza del ciclo vita e quindi la poca attenzione alle fasi 4D, 5D e, soprattutto lato cliente, 6D. Oltre a questo, è molto difficile trovare competenze senior Bim che vanno quindi formate all’interno delle aziende anche nel settore It per gestire i delicatissimi temi della conservazione e della privacy dei dati digitali – fondamentale negli appalti pubblici che, a oggi, non hanno ancora soluzioni condivise nel mercato. Ad ogni modo, per quanto difficoltoso e complesso, il percorso di potenziamento ed espansione del metodo Bim sarà inesorabile e il mercato delle costruzioni cambierà profondamente e in meglio. Probabilmente, molti stanno sottovalutando la portata storica di questa trasformazione e quando se ne renderanno conto sarà troppo tardi, perché saremo già in un’altra era».

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