Home Mercato Tecnologie green nel settore residenziale: a che punto siamo in Italia?

Tecnologie green nel settore residenziale: a che punto siamo in Italia?

Il percorso di decarbonizzazione del settore residenziale richiede maggiore coinvolgimento e consapevolezza da parte di un cittadino che, in un’ottica di neutralità tecnologica, deve essere messo in condizione di poter scegliere all’interno del mix di soluzioni presenti sul mercato. Quali sono i Paesi che trainano la rivoluzione delle tecnologie verdi? E dove si posiziona l’Italia in questo scenario?

Il Centro Studi di Otovo azienda norvegese specializzata nel fotovoltaico residenziale – ha analizzato la penetrazione effettiva di pannelli solari, pompe di calore e veicoli elettrici nella quotidianità delle famiglie europee.

Sebbene gli standard normativi e le direttive comunitarie mirino a incoraggiare l’uso di soluzioni a basso impatto ambientale, sono evidenti importanti differenze sulla diffusione di queste tecnologie in ciascuno dei 13 Paesi analizzati dalla ricerca (Olanda, Belgio, Svizzera, Austria, Polonia, Germania, Regno Unito, Italia, Portogallo, Svezia, Francia, Spagna e Norvegia).

Fotovoltaico residenziale: l’Olanda guida la classifica, l’Italia si posiziona al 9º posto

Le installazioni di pannelli solari per uso residenziale stanno registrando una crescita costante in tutta Europa, con sempre più famiglie che, sia per risparmiare sui costi energetici, sia per rispondere al desiderio di contribuire positivamente al benessere del Pianeta, scelgono di investire nel solare per la propria casa. Nei 13 paesi Europei analizzati da Otovo, la media delle famiglie con impianti fotovoltaici residenziali è dell’8,5%.

A guidare la classifica è l’Olanda (25%), dove già dagli anni ‘90 grandi misure governative hanno sostenuto gli investimenti in energie rinnovabili, creando un clima molto favorevole all’espansione del solare, garantendo tempi di rientro degli investimenti di circa 7 anni, grazie anche a piccoli sussidi e prestiti a interesse basso.

otovo Tecnologie green nel settore residenziale

E l’Italia? Nella classifica stilata da Otovo, il nostro Paese si trova al 9° posto, con una percentuale di famiglie che utilizzano impianti fotovoltaici residenziali per l’approvvigionamento energetico della loro casa che si aggira intorno al 5%. Negli ultimi anni l’avanzamento delle tecnologie per la progettazione e la realizzazione di pannelli fotovoltaici ha permesso agli impianti di essere sempre più efficienti, diminuendo la spesa per l’acquisto e aumentando i vantaggi economici riducendo i tempi di rientro dell’investimento.

Nonostante la crescita costante e la disponibilità di incentivi nazionali, il mercato del fotovoltaico trova nelle normative italiane diverse limitazioni, con differenze sostanziali in ogni regione. Inoltre, se in Paesi come l’Olanda non è necessario richiedere particolari autorizzazioni per l’installazione, nel territorio italiano le norme sulla tutela del patrimonio culturale possono portare a rallentamenti negli iter autorizzativi. Per questo un buon supporto consulenziale e una corretta informazione al cittadino può diventare un elemento determinante per aumentare la penetrazione di questa tecnologia.

Pompe di calore: cresce la diffusione in Europa. Norvegia capofila, Italia al quarto posto

La diffusione delle pompe di calore in Europa è aumentata negli ultimi anni, grazie alla crescente attenzione per la sostenibilità e l’efficienza energetica. I governi e le istituzioni europee promuovono l’adozione di questa tecnologia a basso impatto ambientale attraverso incentivi fiscali e politiche energetiche mirate. Nei 13 paesi Europei analizzati da Otovo, la media delle famiglie con pompe di calore in casa è del 14,5%.

La Norvegia da sola registra una percentuale del 70%. La prima pompa di calore in questo Paese è entrata in funzione nel 1978, quando i cittadini furono costretti a cercare un’alternativa per riscaldare le proprie case a causa dell’aumento dei prezzi. Ad oggi, il governo, complice anche il divieto di utilizzo di sistemi come le caldaie a gasolio, ha incentivato in maniera importante la diffusione di questa tecnologia in tutto il Paese.

E l’Italia? La penetrazione in Italia delle pompe di calore è tra le più alte in Europa, anche se il potenziale di crescita è ancora molto significativo. Con il 12% delle famiglie che scelgono di installarle nella propria abitazione, il nostro Paese si posiziona al 4º posto nella classifica Europea (a pari merito con la Francia). Il miglioramento e l’evoluzione di queste tecnologie negli anni ha permesso al mercato di offrire agli acquirenti prezzi sempre più competitivi, potendo inoltre contare su incentivi statali come sconti fiscali, contributi economici e agevolazioni finanziarie per l’acquisto e l’installazione di pompe di calore; inoltre, l’installazione combinata di fotovoltaico e pompe di calore garantisce un risparmio pari all’86% sulle bollette.

Nonostante ciò, l’espansione di questa tecnologia è bloccata dalla poca consapevolezza del mercato sulle potenzialità, che non si limitano solo all’aspetto ambientale, ma anche di efficientamento energetico e ritorno economico per le famiglie.

Veicoli elettrici: la percentuale europea è del 3,7%, Italia ben al di sotto della media

La scelta di mettere al bando la vendita di veicoli a combustione interna è parte di una visione europea più ampia che mira a ridurre le emissioni di gas serra del 55% entro il 2030. La diffusione di veicoli elettrici nel Continente sta pian piano crescendo e le grandi case automobilistiche stanno già lavorando per adattarsi agli obiettivi EU. Nei 13 Paesi europei analizzati da Otovo, la percentuale dell’intero parco auto alimentato da energia elettrica è del 3,7%.

Anche qui la Norvegia registra il maggior numero di veicoli elettrici in utilizzo (24%). Una percentuale nettamente superiore alla media Europea, grazie anche agli incentivi governativi erogati negli ultimi anni. Oltre a questo, la Norvegia ha costruito una rete nazionale di stazioni di ricarica con oltre 24.000 colonnine distribuite in ogni angolo del Paese, promuovendo programmi di finanziamento per l’espansione delle stazioni di ricarica rapida.

E l’Italia? La diffusione dei veicoli elettrici in Italia è ben sotto la media europea (0,4%) e tra il 2021 e il 2022 le immatricolazioni sono diminuite del 15%. Uno dei maggiori inibitori per l’acquisto sembra essere l’effettiva diffusione dell’infrastruttura di ricarica. Al contrario della Norvegia, infatti, la nostra rete di ricarica pubblica e privata non è ancora sufficientemente sviluppata e rende l’utilizzo di veicoli elettrici meno conveniente per molte persone, specialmente per chi non vive al Sud o in generale fuori dalle grandi città. Inoltre, non è ancora particolarmente diffusa una vera consapevolezza sui benefici degli EV chargers, data anche la forte tradizione nell’industria automobilistica italiana, con una particolare enfasi sui veicoli alimentati a benzina e diesel che influenzano le scelte di acquisto.

Fabio Stefanini, Regional Manager di Otovo
Fabio Stefanini, Regional Manager di Otovo

“Nel settore residenziale italiano il percorso di efficientamento procede lentamente, piuttosto in ritardo rispetto agli standard europei e agli obiettivi previsti dalla direttiva Casa Green”, spiega Fabio Stefanini, Regional Manager di Otovo. “D’altro canto la costruzione di case sempre più sostenibili è in crescita, con il 70% degli edifici di nuova generazione in classi energetiche A e B. E questo è un chiaro segnale della volontà degli italiani di andare verso una maggiore efficienza e autoproduzione energetica, incoraggiati non solo da una maggiore consapevolezza ambientale, ma anche da incentivi statali che permettono di accedere più facilmente alle tecnologie green”.

Nel 2022 il fotovoltaico si è attestato come la fonte di energia rinnovabile per eccellenza totalizzando oltre 28 TWh di produzione (+12,3% rispetto al 2021) con un considerevole incremento anche della potenza prodotta di 2,5 GW (+10,9%) attestandosi a 25,1 GW (erano 22,6 GW nel 2021).

Risultati nazionali di tale trend positivo sono ben visibili anche nel primo semestre del 2023 dove sia il numero di impianti fotovoltaici installati (pari a 200.138), sia gli autoconsumi (pari a 3.635 GWh) hanno avuto un incremento considerevole rispettivamente del +171%, e del + 12,2% rispetto al primo semestre 2022.

Anche Otovo – afferma l’azienda – ha contribuito al raggiungimento di questi risultati grazie ad un Cost per Watt estremamente competitivo e a un supporto di qualità che porta i clienti ad affidarsi alle soluzioni proposte dalla società norvegese: “Informazione corretta ai cittadini, semplificazione delle procedure, incentivi generosi e mirati, nell’ottica di una visione di lungo termine sono gli ingredienti che le nostre istituzioni dovrebbero adottare per determinare il successo della transizione energetica. Tassello dopo tassello, l’Italia, uno dei Paesi più favorevoli a livello climatico in Europa per l’utilizzo di energie rinnovabili, può continuare a crescere e a confermarsi come leader nella qualità dello  stile di vita dei cittadini, anche in un’ottica green”.

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