Home Pubblica Amministrazione Sto Italia: l’importanza della normativa per l’isolamento termico

Sto Italia: l’importanza della normativa per l’isolamento termico

La riqualificazione energetica con sistemi di isolamento termico degli involucri – sottolinea Sto Italia – ha avuto un vero e proprio boom grazie all’avvento del superbonus.

I lavori del superbonus consentono un sensibile risparmio per i condomini ed i privati, ma occorre fare attenzione alla qualità della posa in opera. Ciò che oggi è gratis, o quasi, potrebbe diventare fonte di costi a causa di posa in opera non corretta che compromette la durata dell’intervento.

L’affidarsi ad aziende esperte fornisce la sicurezza di un sistema edilizio che mantenga le sue performance nel tempo, che allunghi più possibile interventi manutentivi e che renda l’involucro più efficiente e sostenibile.

È solo di qualche giorno fa – aggiunge Sto Italia – l’ultima notizia a tema superbonus per la quale il governo avrebbe dato un alt e bloccato i fondi per altre proroghe. Sono state tantissime, infatti, le richieste nell’ultimo anno relative al 110%: secondo i dati presentati dall’Enea nel suo Rapporto sul Superbonus 110%, al 31 maggio 2022 erano in corso 172.450 interventi edilizi incentivati, per circa 30,6 miliardi di investimenti ammessi a detrazione che porteranno a detrazioni per 33,7 miliardi di euro.

L’Ing. David Cerruto, Product Manager di Sto Italia, il cui gruppo è una delle più importanti realtà al mondo nel settore dei sistemi e prodotti in edilizia, ha spiegato: “Nell’attuale panorama di forte domanda generata dal superbonus per i sistemi ETICS, ovvero sistemi a cappotto per l’efficientamento dell’involucro edilizio, sarebbe però auspicabile che ‘tutti’ i sistemi installati, ora ed in divenire, rispettassero i dettami della norma UNI 11715 (relativa alla corretta progettazione e posa in opera dei sistemi a cappotto) e venissero installati da imprese specializzate nell’installazione dei sistemi ETICS secondo la UNI 11716 (che fornisce le linee guida per la Certificazione del posatore dei sistemi ETICS)”.

A cosa serve la norma e perché è così importante?

La norma – spiega Sto Italia – è nata nel 2019 con l’obiettivo di fornire al progettista uno strumento univoco ed esaustivo che individui i principi per una progettazione del sistema ETICS e di tutti i dettagli ad esso correlati, approfondendo le caratteristiche che devono avere i vari supporti su cui può essere installato e i materiali che lo compongono.

Si è dunque passati da una procedura di carattere volontaria, alla normazione da parte di un ente a tutti gli effetti riconosciuto dallo Stato e dall’Unione Europea, quale organismo nazionale di normazione.

Sto Italia

La riqualificazione energetica con sistemi di isolamento termico degli involucri, pur conosciuta e applicata da anni nel panorama edilizio italiano, ha trovato una forte estensione dal Nord verso tutto il territorio anche grazie all’avvento del superbonus.

Se da un lato una conseguenza immediata è stata che la domanda di manodopera è notevolmente cresciuta, la realtà è che molte aziende si sono affacciate per la prima volta in maniera veramente strutturata nell’applicazione di sistemi a cappotto, e pur avendo le dovute competenze, risultano talvolta troppo “giovani” per possedere il requisito di applicatore di sistemi a cappotto da almeno 4 anni, necessario per accedere all’Esame a norma UNI 11716.

Aver progettato e installato un sistema ETICS secondo una norma universalmente riconosciuta, abbinato alla scelta di un sistema ETICS con ETA e marcatura CE, fornisce la sicurezza di un sistema edilizio che mantenga le sue performance nel tempo, che allunghi più possibile interventi manutentivi nel tempo, rendendo l’involucro più efficiente e sostenibile”, prosegue l’Ing. David Cerruto.

La realtà dei fatti – mette in evidenza Sto Italia – è che ad oggi, nel contesto normativo in cui sono inquadrati il superbonus e i vari bonus edilizi legati all’efficientamento energetico, non c’è un obbligo né da parte del progettista, né da parte dell’installatore di progettare e realizzare secondo norma UNI TR 11715, pur considerando che in futuro il quadro legislativo potrebbe variare ulteriormente.

Non c’è dunque un vero e proprio obbligo, per l’applicatore di sistemi a cappotto, di dimostrare di possedere un Certificato a norma UNI 11716, ma si assiste sempre più spesso alla presenza di gare d’appalto sia in ambito pubblico che privato, dove queste condizioni diventano un vincolo per garantire maggiore qualità al progettista.

L’ing. Michele Pingitore responsabile del Technical Suppor Center, aggiunge: “In STO, da sempre attenta al tema della formazione delle aziende, dal 2019 un reparto tecnico si occupa di svolgere sia corsi di formazione, sia appunto come organo di valutazione in collaborazione con l’Istituto di Certificazione ICMQ, esami a norma UNI 11716, riuscendo nel solo biennio 2020-2021 a certificare 55 applicatori con esami sostenuti presso la propria sede e o enti formativi, e a formare con corsi base e avanzati dedicati ben 835 applicatori che si sono affacciati al tema dell’isolamento termico”.

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