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Milano, come il Villaggio Olimpico sarà una risorsa tech per la città

Nell’area dell’ex-scalo di Porta Romana di Milano nasce il Villaggio Olimpico. Si sa già che diventerà un quartiere innovativo e tecnologico, un laboratorio urbano di comunità, sostenibile e inclusivo, con abitazioni studentesche dotate di serre ed orti, residenze, servizi vari e spazi per il coworking.

Un progetto sviluppato pensando già al post Olimpiadi. Un complesso di strutture che accoglierà 1.300 persone (fra atleti, staff e personale medico), ma che dovrà già avere già in partenza tutte le caratteristiche necessarie per diventare tutt’altro, in tempi molto brevi.

Infatti, il Villaggio Olimpico milanese – che occuperà un’area di 60 mila metri quadrati, all’interno dell’ex scalo ferroviario di Porta Romana, a sud della città – una volta terminato il prestigioso evento sportivo del 2026, dovrà essere riconvertito in studentato nell’arco di soli quattro mesi. Da villaggio quindi a ecosistema di abitazioni per studenti, ma non solo: ci saranno anche residenze, co-working, spazi e servizi pubblici.

Per la progettazione del Villaggio Olimpico è stato indetto un concorso di architettura al quale hanno partecipato 27 raggruppamenti formati da 71 studi di 9 nazionalità diverse. Il disegno dell’area del Villaggio è stato affidato a Skidmore, Owings & Merrill – SOM, lo studio che si era classificato secondo al concorso per il Masterplan. Questa struttura e gli spazi circostanti – realizzati, con un costo complessivo 180 milioni di euro, da Coima Sgr, Covivio, e Prada Holding – rappresentano il primo tassello di un grande progetto di rigenerazione urbana di Scalo Porta Romana e procedono in parallelo allo sviluppo del Masterplan di Scalo Porta Romana.

La consegna del Villaggio Olimpico e prevista entro luglio 2025.

Una riconversione ad alta sostenibilità

Il progetto è stato studiato fin dall’inizio, avendo ben presente, quindi, la sua configurazione post Olimpiadi Milano Cortina 2026.

In che modo? Consentendo di far confluire nel futuro quartiere gli spazi fisici e i servizi progettati per gli atleti e minimizzando i lavori di riconversione e gli impatti ambientali.

I materiali usati per il Villaggio Olimpico saranno scelti in base alle loro caratteristiche di sostenibilità (riciclabilità, riuso, ecocompatibilità ambientale), le strutture edilizie saranno permanenti e quelle temporanee potranno essere riutilizzate.

Il Villaggio – un complesso di sei edifici a impatto ambientale zero secondo i requisiti NZEB – nascerà nel quadrante sud-ovest dell’ex scalo e sarà trasformato in un laboratorio di sperimentazione urbana sostenibile focalizzata sulle persone, sulla comunità, l’integrazione e la resilienza. Diventerà un luogo di scambio e dibattito della città che attrarrà giovani, imprenditori, microaziende.

Certificazione LEED e digital twin

L’area sarà gestita attraverso una piattaforma digitale funzionale al monitoraggio delle performance degli edifici – tutti con certificazione LEED – e al coinvolgimento della comunità. La piattaforma sarà un’evoluzione del prototipo già in fase di test nel parco noto come “Biblioteca degli Alberi” di Porta Nuova, a Milano.

È prevista anche la realizzazione del digital twin, replica virtuale dello sviluppo fisico del piano che consentirà di integrare il modello di business per ottimizzare una serie più ampia di fattori economici, sociali, culturali e ambientali, durante tutto il ciclo di vita del progetto.

Il gemello digitale, un modello 3D intelligente, sarà in grado di raccogliere dati attraverso i sensori posizionati in campo.: per esempio, sensori di passaggio per mappare i flussi di persone negli spazi pubblici,  di presenza all’interno degli uffici,  di temperatura, inquinamento, qualità dell’aria e così via.

L’intero complesso sarà, allo stesso tempo, connesso e autosufficiente. I sistemi meccanici del villaggio saranno collegati ai circuiti del distretto, ma le strategie di raffreddamento passivo, i pannelli solari e i giardini sul tetto – tra le altre caratteristiche – garantiranno che più del 30 per cento dell’energia utilizzata venga prodotta sul posto, grazie all’istallazione di impianti solari termici e fotovoltaici.

L’acqua piovana sarà raccolta in loco e riutilizzata, con una riduzione dell’uso di acqua potabile superiore al 50 per cento e una riduzione di CO2 del 40 per cento per il riscaldamento e il raffreddamento.

Inoltre, verranno realizzate serre e orti per la produzione di cibo all’interno dell’area, consentendo così la creazione del primo villaggio per studenti con prodotti a chilometro zero. Oltre a soddisfare e integrare ogni requisito dell’Accordo di Programma per lo Scalo di Porta Romana, gli obiettivi di questo progetto si allineano ai protocolli dell’Accordo di Parigi, del Green Deal europeo e del Piano nazionale di recupero e resilienza definito a livello degli SDG delle Nazioni Unite.

Fanno parte di quest’area anche gli edifici industriali esistenti – gli storici capannoni per la riparazione delle locomotive – che si è scelto di conservare, riqualificare e integrare nell’impianto a memoria permanente dei luoghi.

Il recupero smart dello scalo

Il Villaggio Olimpico fa parte del più ampio progetto Parco Romana, per il quale è stato presentato lo scorso luglio un masterplan aggiornato, sviluppato a seguito di un articolato processo di coinvolgimento pubblico.

Un’area che si sviluppa su una superficie superiore a 190.000 metri quadrati e con al centro un grande spazio verde: il “Parco Romana” avrà un’estensione di circa 100.000 metri quadrati. Attorno, sorgeranno residenze, uffici, social housing, student housing e servizi interconnessi a tutta l’area metropolitana tramite le stazioni della ferrovia e della metropolitana.

Nel masterplan il parco rappresenta il cuore del progetto e punta a ricucire il tessuto urbano che l’attività industriale dello scalo ha interrotto per oltre un secolo: i principali attraversamenti urbani scavalcano la barriera della linea ferroviaria e ricongiungono il sito con le comunità circostanti, mentre i più importanti assi della città tracciano le linee che, sia da nord a sud sia da est a ovest, ne garantiscono l’attraversamento pedonale.

La stazione di Porta Romana diventerà una smart station, con le linee seminterrate di circa 1,50 metri e sopra i binari – praticamente nascosti – verrà realizzata la Foresta Sospesa, una promenade verde lunga un chilometro – ispirata all’High Line di New York – che attraverserà da est a ovest l’intera area riqualificata.

Il Masterplan “Parco Romana” ipotizza di occupare la zona di rispetto ferroviario (30 metri lungo i lati delle rotaie attive), con la cosiddetta Eco-Zone: un’area caratterizzata da vegetazione boschiva, zone umide e orti urbani. Questa immagine di biodiversità contribuirà a mitigare l’impatto visivo e sonoro dei treni in transito, fungendo anche da sistema di irrigazione naturale per raccogliere e distribuire l’acqua sul sito.

Un quartiere innovativo, gestito dalla piattaforma del “Parco Romana” che sfrutterà la tecnologia per rendere più intelligente la fruizione di spazi e servizi in molteplici ambiti: per i trasporti e il sistema di mobilità, per l’uso degli uffici, per tutti i servizi collegati alle residenze.

Le nuove comunità digitali così generate potranno essere permanenti oppure temporanee, come nel caso degli atleti e di tutti coloro che saranno coinvolti nell’avventura del Villaggio Olimpico.

A est del parco, il progetto prevede la realizzazione di un nuovo quartiere dedicato al terziario: qui verrà realizzata piazza pubblica sospesa, a più livelli, che farà da ponte sui binari attivi per collegare al grande parco Piazza Lodi, la stazione della Circle Line (la linea ferroviaria che connetterà le cinque metropolitane con treni) e il futuro distretto direzionale.

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