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Sicurezza delle smart city, l’esempio di Las Vegas

Le smart city sono un argomento destinato a provocare profondi cambiamenti nella nostra vita, ma la sicurezza che posto occupa in questa rivoluzione?

Una domanda molto importante, e il tema viene affrontato da Max Heinemeyer, Director of Threat Hunting, Darktrace, società specializzata in cybersecurity.

Dalle serrature intelligenti degli hotel agli sportelli bancari fino ai call center, hacker e criminali esperti riescono ad infiltrarsi in una varietà infinita di sistemi.

Il tutto in uno stato di perenne vulnerabilità, inaccettabile per chi gestisce la cyber difesa, soprattutto nel caso delle smart city, che dovrebbero dare sempre priorità alla sicurezza dei propri cittadini.

Auto e bus senza conducente, luci dei semafori in grado di percepire la presenza dei pedoni e dotati di sensori di traffico IoT, robot per le consegne a domicilio o la raccolta dell’immondizia, ma anche abitazioni riscaldate a energia solare per abbattere il problema dell’inquinamento.

La smart city è costellata di sensori che generano una grande quantità di dati, in grado di alimentare servizi più avanzati e abilitare una gestione dei centri urbani sempre più efficiente.

La vulnerabilità dell’IoT

Se la tecnologia delle smart city promette di sbloccare nuovi livelli di innovazione, tuttavia, presenta anche innumerevoli falle di sicurezza inesplorate.

L’unico modo per garantire la sicurezza delle smart city è combattere le vulnerabilità dell’IoT con un’arma altrettanto sofisticata: l’intelligenza artificiale.

Infatti, anche adottando protocolli e sistemi di sicurezza sempre più avanzati, la quantità di violazioni informatiche continua ad aumentare.

Se il 2018 ha visto una vera e propria esplosione del numero di dispositivi connessi, ha anche portato con sé un aumento del 100% degli attacchi IoT rispetto all’anno precedente e sembra che nel 2019 i criminali abbiano ulteriormente intensificato i propri sforzi.

Ransomware: la sfida per la sicurezza delle smart city

Nell’ultimo anno gli attacchi ransomware contro città sempre più intelligenti, in particolare negli Stati Uniti, hanno letteralmente imperversato provocando ingenti danni.

Molte amministrazioni comunali sono state messe in ginocchio da attacchi che hanno crittografato i dati, chiedendo un riscatto per il loro rilascio. Per chi viene attaccato, le opzioni sono due: pagare nella speranza che i criminali decriptino effettivamente i dati o ricostruire interamente i propri sistemi informatici.

Questa epidemia di ransomware mostra come i criminali informatici stiano cambiando il proprio approccio, preferendo ad attacchi mirati contro singole aziende obiettivi più lucrosi, come grandi multinazionali, Governi e amministrazioni.

L’esempio di Las Vegas

Un esempio in positivo viene invece dalla città di Las Vegas, fra le prime negli Stati Uniti ad investire sulla città del futuro.

Mentre i turisti usano il primo shuttle completamente autonomo mai utilizzato su una strada pubblica, la sicurezza viene assicurata. Infatti, una rete di sensori IoT sta aiutando ad anticipare gli ingorghi agli incroci più affollati. Al tempo stesso le telecamere di sorveglianza alimentate dalla IA controllano che non vi siano rifiuti sui marciapiedi. Nel prossimo futuro, tutto potrebbe essere integrato in un’unica vasta rete municipale. Un labirinto digitale troppo complesso perché gli strumenti di sicurezza tradizionali possano difenderlo.

Proprio per potenziare la sicurezza della città e prepararsi ad affrontare il nuovo panorama di minacce, Las Vegas ha scelto l’Enterprise Immune System di Darktrace per proteggere i propri sistemi amministrativi e industriali.

Il Threat Visualizer ha fornito alla città una comprensione totale del traffico dei dati, rilevando le più piccole deviazioni dalle consuete attività nella sua rete.

Qualche settimana dopo l’implementazione, la tecnologia di autoapprendimento e rilevamento è stata subito messa alla prova con un’intrusione sulla rete. In pochi minuti Darktrace ha informato il team di sicurezza della città di Las Vegas e la minaccia è stata immediatamente indagata e bloccata.

Le considerazioni

Secondo il rapporto World Urbanization Prospects redatto dall’ONU, la quasi totalità della popolazione mondiale in crescita nel prossimo decennio (entro il 2030) si concentrerà nelle aree urbane. L’aumento degli utenti che utilizzeranno i servizi, dei device interconnessi e dei dati da gestire causerà un’ulteriore crescita dei rischi per la sicurezza perché le città sempre più smart saranno di conseguenza più vulnerabili.

In conclusione, in uno scenario che vede oggi i cybercriminali dimostrare di poter superare anche le difese perimetrali più sofisticate, emerge l’urgenza di ripensare completamente l’approccio alla sicurezza attraverso piattaforme innovative, alimentate dall’intelligenza artificiale, che sono diventate un imperativo per individuare e fermare le minacce emergenti.

Solo in questo modo i progressi tecnologici potranno migliorare concretamente la qualità della vita dei residenti grazie a servizi e infrastrutture più intelligenti e non ultimo, più sicure.

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