Home Smart city Startup per le smart city, un mercato da 110 miliardi di dollari

Startup per le smart city, un mercato da 110 miliardi di dollari

Le startup che progettano le smart city offrono già soluzioni innovative per le sfide urbane, comprese le minacce alla sicurezza pubblica e informatica, la congestione del traffico, la gestione dell’energia e l’e-governance.

Nel corso degli anni i ricavi di queste società sono aumentati in modo significativo e si prevede che continueranno a crescere in futuro.

Ma secondo i dati presentati da AksjeBloggen.com, il fatturato delle startup di smart city in tutto il mondo dovrebbe decollare nel giro di pochi anni.

L’analista nordico di proprietà dell’inglese Finixio, infatti, stima entrate per 110,7 miliardi di dollari entro il 2025, un aumento di tre volte in cinque anni.

Perché alle smart city servono le startup

Le smart city mirano a soddisfare la crescente popolazione urbana migliorando la sicurezza, la sostenibilità e la mobilità.

Queste iniziative sono supportate da tecnologie come l’intelligenza artificiale e l’Internet of Things che utilizzano sensori e raccolta di dati per raccogliere grandi quantità di dati pubblici disponibili per ricercatori e startup con cui lavorare.

Secondo Statista l’anno scorso le startup di smart city in tutto il mondo hanno generato entrate per 32,3 miliardi di dollari.

Una cifra che include tutte le entrate che le aziende hanno generato offrendo tecnologie e prodotti che utilizzano tecnologie di informazione, dati e connettività per creare più valore all’interno dell’ambiente pubblico della città.

Si prevede che i ricavi delle startup di smart city a fine 2021 cresceranno di 6,7 miliardi di dollari per poi aumentare di ben 71,7 miliardi di dollari nei prossimi quattro anni.

Secondo le analisi per regioni, le startup asiatiche dovrebbero generare 14,9 miliardi di dollari, pari al 38% dei ricavi totali nel 2021. Entro il 2025, questa cifra dovrebbe salire del 232% a 49,6 miliardi di dollari.

Si prevede che le startup europee di smart city registreranno una crescita dei ricavi del 166% in questo periodo, passando da 8,7 miliardi di dollari nel 2021 a 23,16 miliardi di dollari nel 2025.

Seguono le startup nordamericane con un fatturato di 12,3 miliardi di dollari nel 2021. I dati di Statista mostrano che questo valore è destinato a crescere del 152% e raggiungere i 31,2 miliardi di dollari nei prossimi quattro anni.

La grande fetta delle smart utility

L’indagine di Statista rivela che le smart utility generano la quota più elevata di ricavi delle startup nel mercato delle smart city.

Nel 2021, queste startup dovrebbero realizzare 10,7 miliardi di dollari, pari a un terzo dei ricavi totali.

Le smart utility sono aziende dei settori elettrico, del gas e dell’acqua che impiegano sensori connessi attraverso le loro reti per analizzare le operazioni e fornire servizi in modo più efficiente. La maggior parte di loro sono utenti pesanti della tecnologia IoT e delle più recenti soluzioni di comunicazione, software, elaborazione e mappatura.

Entro il 2025, l’intero segmento crescerà del 180% e raggiungerà un valore di 30 miliardi di dollari.

Secondo più grande flusso di entrate, il segmento della mobilità è destinato a raggiungere un valore di 9,4 miliardi di dollari quest’anno.

Statista prevede che questa cifra aumenterà di quasi il 190% a 27,2 miliardi di dollari nei prossimi quattro anni.

Gli smart building dovrebbero assistere a una crescita dei ricavi del 172% in questo periodo, con una cifra che passa da 7,2 miliardi di dollari nel 2021 a 19,2 miliardi di dollari nel 2025.

Le startup che forniscono soluzioni di gestione ambientale per le città intelligenti sono destinate a testimoniare la crescita più significativa negli anni a venire.

Tra il 2021 e il 2025, i loro ricavi dovrebbero aumentare del 210% e raggiungere i 16,4 miliardi di dollari a livello globale.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

Webinar: Hbim, gestire le dimensioni oltre al 3D

Con Hbim si indicano quei progetti che applicano la metodologia Bim agli interventi di recupero del patrimonio esistente. Un caso scuola illustrato da Stefano Amista di Teamsystem Construction e dall'architetto che lo ha seguito, Ilario Tassone

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato sulle novità tecnologiche

css.php