ASST Brianza avvia il BIM per una gestione informativa più tracciabile

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ASST Brianza ha avviato un percorso strutturato di introduzione della metodologia BIM per rendere più coerente, tracciabile e governabile la gestione dei processi informativi legati agli appalti pubblici. L’iniziativa si inserisce nel quadro di evoluzione normativa del settore e risponde alla necessità di gestire in modo più integrato dati, documenti, ruoli e responsabilità all’interno di procedimenti sempre più complessi.

Nel contesto della sanità pubblica, il tema non è soltanto tecnologico. L’adozione del Building Information Modeling riguarda infatti la capacità di coordinare funzioni tecniche, amministrative e legali, migliorando il controllo sui flussi informativi che accompagnano progettazione, affidamento, esecuzione e gestione degli interventi. Per un ente sanitario, questo significa costruire un modello più ordinato e verificabile per governare procedure che hanno un impatto diretto su strutture, servizi e investimenti pubblici.

Prima dell’avvio del progetto, ASST Brianza si confrontava con una gestione eterogenea dei processi, caratterizzata da procedure differenziate tra le diverse aree organizzative e da una limitata integrazione tra ambiti tecnici, amministrativi e legali. Questa frammentazione rendeva più complesso il coordinamento tra i soggetti coinvolti, la tracciabilità delle informazioni e l’allineamento alle disposizioni del nuovo Codice dei Contratti Pubblici, con particolare riferimento all’articolo 43 e all’Allegato I.9 del D.Lgs. 36/2023.

Il BIM nella sanità pubblica diventa uno strumento di governance

L’introduzione del BIM in ASST Brianza è stata avviata attraverso un’attività di assessment e gap analysis, necessaria per comprendere lo stato di partenza e definire un modello strutturato di gestione informativa. Questo passaggio è essenziale perché la digitalizzazione dei processi non può limitarsi all’adozione di strumenti software: richiede prima di tutto la definizione di regole, responsabilità, procedure e modalità operative condivise.

Nel percorso sono stati introdotti ruoli e responsabilità chiari, procedure comuni e strumenti a supporto della digitalizzazione, tra cui Atto Organizzativo, Capitolato Informativo, Piano di Gestione Informativa e Ambiente di Condivisione dei Dati. Sono elementi centrali per rendere il BIM una metodologia realmente applicabile, e non un semplice adempimento formale.

L’Atto Organizzativo consente di definire il quadro interno con cui l’ente gestisce i processi informativi. Il Capitolato Informativo stabilisce requisiti e modalità di produzione, consegna e verifica delle informazioni. Il Piano di Gestione Informativa traduce questi requisiti in un modello operativo. L’Ambiente di Condivisione dei Dati, infine, diventa il luogo digitale in cui documenti, modelli e informazioni possono essere gestiti in modo controllato.

Il valore del progetto sta proprio nella combinazione di questi elementi. Il BIM non viene trattato come una tecnologia isolata, ma come un metodo per rendere più solida la governance informativa dell’ente, superando logiche frammentate e procedure non uniformi.

Appalti pubblici e processi informativi richiedono maggiore coordinamento

La gestione degli appalti pubblici nel settore sanitario comporta un livello elevato di complessità. Gli interventi su strutture ospedaliere e sanitarie coinvolgono molteplici competenze, vincoli normativi, responsabilità tecniche, aspetti amministrativi e requisiti documentali. In assenza di un modello informativo condiviso, il rischio è che le informazioni si disperdano tra uffici, documenti, procedure e interlocutori diversi.

L’adozione del BIM mira a ridurre questa dispersione. Una gestione più strutturata consente di chiarire i requisiti informativi fin dall’inizio, rendere più controllabile il ciclo di vita dei dati e migliorare la capacità dell’ente di monitorare l’avanzamento dei procedimenti. In questo senso, il BIM diventa uno strumento organizzativo prima ancora che progettuale.

ASST Brianza ha già riscontrato benefici qualitativi immediati, pur in assenza di indicatori quantitativi consolidati. Tra questi emergono una maggiore chiarezza dei requisiti informativi, un miglior coordinamento tra le strutture coinvolte e una più efficace capacità di controllo e monitoraggio dei procedimenti.

È un risultato importante perché, nelle prime fasi di introduzione del BIM, i benefici più evidenti non sono sempre economici o misurabili in termini di riduzione dei tempi. Spesso riguardano prima di tutto la qualità del processo: chi fa cosa, con quali strumenti, secondo quali regole e con quali responsabilità informative.

Il Pronto Soccorso di Desio tra i primi progetti pilota

I benefici economici e la possibile riduzione dei tempi saranno verificabili con l’applicazione estesa del modello ai primi progetti pilota. Tra questi rientra l’intervento sul Pronto Soccorso di Desio, attualmente in corso, che rappresenta un banco di prova concreto per valutare l’efficacia del modello introdotto.

La sperimentazione su un intervento reale è un passaggio decisivo. Solo applicando il modello a casi operativi è possibile misurare la capacità del BIM di migliorare il coordinamento, ridurre ambiguità informative, facilitare il controllo documentale e rendere più efficiente il rapporto tra ente, progettisti, operatori economici e altri soggetti coinvolti.

Nel settore sanitario, inoltre, gli interventi edilizi e infrastrutturali hanno caratteristiche particolari. Le strutture devono garantire continuità dei servizi, sicurezza, conformità normativa e adattabilità alle esigenze cliniche e organizzative. Una gestione informativa più precisa può aiutare a ridurre criticità, ritardi e disallineamenti tra fase progettuale, documentazione tecnica e gestione amministrativa.

L’intervento sul Pronto Soccorso di Desio potrà quindi offrire indicazioni utili non solo sull’efficacia del singolo progetto, ma anche sulla possibilità di estendere progressivamente il modello ad altri procedimenti e strutture dell’ente.

Harpaceas affianca ASST Brianza nella gestione informativa

Nel percorso di introduzione del BIM, Harpaceas ha affiancato ASST Brianza nella definizione di un modello di gestione informativa coerente con il quadro normativo. Il contributo ha riguardato l’integrazione tra metodo, governance e strumenti operativi, con l’obiettivo di porre le basi per un’adozione progressiva e sostenibile nel contesto sanitario.

La sostenibilità dell’adozione è un aspetto centrale. Introdurre il BIM in una pubblica amministrazione o in un ente sanitario non significa imporre un cambiamento improvviso, ma costruire un percorso graduale, compatibile con competenze interne, processi esistenti, obblighi normativi e capacità organizzativa. Da questo punto di vista, assessment, gap analysis e strumenti procedurali rappresentano una fase preparatoria indispensabile.

Il ruolo di un modello strutturato è anche quello di rendere replicabili le buone pratiche. Una volta definiti ruoli, responsabilità, documenti e ambiente di condivisione, l’ente può applicare il metodo a progetti successivi con maggiore coerenza, riducendo la dipendenza da iniziative isolate o da interpretazioni differenti tra le diverse aree.

Il BIM come leva per modernizzare la sanità pubblica

L’esperienza di ASST Brianza mostra come il BIM possa diventare una leva di modernizzazione per la sanità pubblica, soprattutto quando viene applicato alla gestione dei processi informativi e non solo alla modellazione tridimensionale. Il punto non è produrre modelli digitali più evoluti, ma creare un sistema più ordinato per governare informazioni, decisioni e responsabilità lungo l’intero ciclo del procedimento.

Nel quadro del nuovo Codice dei Contratti Pubblici, la gestione digitale delle informazioni assume un ruolo sempre più rilevante. Gli enti sono chiamati a dotarsi di strumenti, competenze e procedure che consentano di gestire in modo più trasparente e verificabile i processi legati agli appalti. Il BIM, se adottato con metodo, può rispondere a questa esigenza.

Per ASST Brianza, il percorso avviato rappresenta quindi un passaggio verso una gestione più integrata e controllabile. La frammentazione dei processi lascia spazio a un modello in cui requisiti informativi, responsabilità, documentazione e dati condivisi possono essere organizzati secondo regole più chiare.

La sfida sarà consolidare il modello nei progetti pilota e trasformare i primi benefici qualitativi in risultati misurabili nel tempo. Ma la direzione è definita: nella sanità pubblica, il BIM non è solo uno strumento per progettare meglio. È un metodo per rendere più solida, tracciabile e governabile la gestione degli interventi pubblici.

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