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BIM: i trend tecnologici nel settore delle costruzioni

Come afferma Assobim, alcune delle attuali tendenze in ambito BIM rappresentano un ulteriore sviluppo di dinamiche già in atto mentre altre costituiscono fenomeni relativamente nuovi.

Il 2021 è stato un anno perturbato da numerosi fattori, e in cui l’andamento di numerosi settori dell’economia, fra cui le costruzioni, ha seguito le oscillazioni della crisi sanitaria in un susseguirsi di chiusure più o meno parziali e riaperture senza tuttavia mai arrestarsi.

Quest’anno, il 2022, in un panorama relativamente più stabile dal punto di vista sanitario ma percorso da numerose variabili politiche, energetiche e finanziarie, tracciare le tendenze che stanno improntando il settore delle costruzioni, e quello del BIM in particolare, è impresa particolarmente complessa.

Emergono tuttavia alcune tendenze, parte delle quali rappresentano un ulteriore sviluppo di dinamiche già in atto mentre altre costituiscono fenomeni relativamente nuovi.

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La crescente remotizzazione e diffusione fisica dei processi progettuali è un driver straordinariamente efficace per il potenziamento dei processi collaborativi alla base del BIM.

La prima è la crescente remotizzazione e diffusione fisica dei processi progettuali, e in parte costruttivi, che a propria volta rappresenta un driver straordinariamente efficace per il potenziamento dei processi collaborativi alla base del BIM.

Dalle riunioni in remoto alla riorganizzazione delle presenze in sito, dalla condivisione di documenti e dati alle procedure contrattuali, tutto sembra trasferirsi in misura crescente in una dimensione che è anche digitale, fatta di cloud, Common Data Environment strutturati in modo più efficace e piattaforme software sempre più potenti e ricche di funzionalità.

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Il cosiddetto zero drawing project, in cui lo sviluppo e la modellizzazione del progetto avviene sempre meno su carta e in misura crescente in forma prettamente digitale, è uno dei trend attualmente in atto.

Coerente con questo trend è una seconda tendenza, il cosiddetto zero drawing project, in cui lo sviluppo e la modellizzazione del progetto avviene sempre meno su carta e in misura crescente in forma prettamente digitale.

Non solo negli uffici di progettazione ma anche in cantiere, con tutte le intuibili ricadute anche per una fase esecutiva in cui il manufatto fisico è allineato in maniera sempre più precisa con il suo gemello digitale, e per i general contractor, che in queste nuove modalità di lavoro possono trovare un efficace strumento di controllo di tempi e costi.

Queste due dinamiche influenzano a loro volte una terza tendenza, quella verso l’automazione.

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In un panorama caratterizzato da marginalità limitate cresce l’interesse verso l’automazione di almeno una parte dei flussi di lavoro.

In un panorama caratterizzato da marginalità limitate, soprattutto per gli studi di progettazione, è evidente l’interesse verso l’automazione di almeno una parte dei flussi di lavoro, a partire da un uso più esteso del visual programming passando per l’implementazione di script in grado di abbattere il numero di ore/uomo necessarie allo sviluppo del progetto e, in fase di produzione, l’adozione di tecnologie robotizzate.

Sempre in un’ottica di crescente efficientamento si colloca una quarta tendenza, l’adozione di strumenti di visualizzazione dati più chiari, rapidi ed efficienti, un fronte che vede impegnate numerose software house nello sviluppo di soluzioni in gradi di rispondere a una necessità che, con il crescere del numero e importanza dei dati, diventerà sempre più marcata.

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Soprattutto i gestori di grandi patrimoni immobiliari stanno iniziando a richiedere non solo modelli as-built che rappresentino fedelmente l’edificio reale ma anche tutte le relative basi di dati e documentali.

Fra le tendenze già in atto ma che nell’ultimo anno hanno subito una forte accelerazione si colloca infine la crescente diffusione dei digital twin, e in particolare la maturazione non solo della loro diffusione ma anche di una più precisa concezione del loro contenuto.

Soprattutto i gestori di grandi patrimoni immobiliari stanno iniziando a richiedere non solo modelli as-built equivalenti in toto all’edificio reale ma anche tutte le relative basi di dati e documentali, una tendenza che va di pari passo con la diffusione di piattaforme digitali per il Facility Management sempre più sofisticate.

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