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Formato Industry Foundation Class, IFC: le ultime evoluzioni

Assobim – l’associazione della filiera tecnologica del BIM – spiega le ultime evoluzioni dell’Industry Foundation Class, IFC, un formato file neutrale e aperto basato su oggetti progettato per facilitare l’interoperabilità.

Non c’è dubbio che uno degli elementi chiave della metodologia BIM e della sua diffusione sia il modello di dati Industry Foundation Classes (IFC), un formato file neutrale e aperto sviluppato grazie al lavoro di BuildingSMART International (bSI), non controllato da nessuno sviluppatore di software, basato su oggetti per facilitare l’interoperabilità tra le discipline di architettura, ingegneria e costruzione dell’industria dell’edilizia e oggi comunemente utilizzato in progetti basati sul Building Information Modeling.

La specifica del modello dati IFC è aperta e disponibile, ed è stata riconosciuta e registrata dalla ISO come norma internazionale ISO 16739:2013.

Assobim IFC
lo standard IFC nel tempo ha vissuto numerose trasformazioni e passaggi evolutivi.

Il processo di sviluppo dell’IFC ha avuto inizio nel 1994, quando un consorzio industriale di aziende, inizialmente denominato “Industry Alliance for Interoperability”, diede il via ai lavori di definizione di quello che sarebbe diventato lo standard IFC, che nel tempo ha vissuto numerose trasformazioni e passaggi evolutivi.

Uno dei più importanti è senza dubbio avvenuto nel 2013 con il rilascio dell’edizione 4, che è stata foriera di molteplici novità. L’IFC 4, come comunemente viene denominato, ha implementato innanzitutto il data set che consente l’utilizzo dei modelli in attività legate agli ambiti del 4D e 5D BIM, oltre che l’implementazione per analisi di performance energetica e ambientale, e sono stati  inoltre aggiunti numerosi elementi allo schema degli elementi IFC, rendendo così possibile mappare il design di un edificio all’interno di un sistema GIS e viceversa.

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L’attuale IFC 4 ha implementato il data set che consente l’utilizzo dei modelli in attività legate agli ambiti del 4D e 5D BIM.

Una delle più importanti evoluzioni contenute nella release IFC 4 è però stata senza dubbio l’implementazione della descrizione geometrica degli elementi, arrivando a supportare la B.rep o Boundary representation, ovvero la rappresentazione vettoriale di un solido per mezzo primariamente dei suoi vertici e spigoli, con una generazione secondaria delle superfici, e le NURBS – Non Uniform Rational Basis-Splines –, vale a dire superfici geometriche curve descritte da una rappresentazione matematica e solitamente utilizzate per descrivere geometrie free-form.

Il beneficio principale, rispetto all’interpretazione delle superfici solo tramite mesh della precedente versione, è stato quello di semplificare le forme e contestualmente diminuire la dimensione dei file.

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Una delle più importanti evoluzioni contenute nella release IFC 4 è l’implementazione della descrizione geometrica degli elementi.

Su questa base la versione IFC 4 ha continuato ad evolvere con costanti aggiornamenti, fra cui l’inclusione di categorie di oggetti legate all’ambito infrastrutturale quali ponti, strade, ferrovie, porti e aeroporti, che precedentemente non erano supportare, consentendo di ampliare l’ambito dello schema di scambio informativo a scale di progetto precedentemente impensabili come le grandi opere civili e, parallelamente, l’interoperabilità di un maggior numero di piattaforme software.

L’evoluzione del formato IFC non si è naturalmente arrestata, e dopo la pubblicazione della sua roadmap di sviluppo da parte di BuildingSMART International un apposito gruppo di lavoro ha cominciato a lavorare alla nuova versione 5, destinata fra l’altro a includere nuovi concetti come edifici intelligenti, smart cities e digital twin.

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La nuova versione 5 attualmente in sviluppo è destinata a includere nuovi concetti come edifici intelligenti, smart cities e digital twin.

Il suo sviluppo si focalizza principalmente sulla modernizzazione e sulla normalizzazione proprio al fine di supportare i nuovi scenari di utilizzo e le evoluzioni del settore delle costruzioni, mantenendo invece il medesimo ambito semantico della versione precedente.

Come già sintetizzato da alcuni autori, mentre l’attuale struttura dell’IFC è incentrata sulla creazione di uno standard per lo scambio di dati basato su file, le nuove metodologie di lavoro richiedono nuovi requisiti all’IFC per tenere il passo con elementi quali Common Data Environment, gemelli digitali, Internet of Things e smart cities, premessa di una mutazione radicale rispetto alle tecniche di modellazione basate su file utilizzate fino ad oggi.

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