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Viaggio fra i livelli di maturità dell’approccio Bim

Con la progressiva diffusione della metodologia Bim negli ultimi anni è cresciuta l’esigenza, soprattutto nel mondo anglosassone che per primo ne ha guidato l’adozione, di individuare dei criteri per misurare la maturità ele performance di questo esteso fenomeno di digitalizzazione di metodi e strumenti nell’ambito della progettazione.

In questa ottica, il concetto di maturità Bim risulta quindi indispensabile per valutare quali criteri siano richiesti per essere ritenuti allineati alle necessità minime di produzione digitale del mercato.

In materia esiste già una buona letteratura scientifica, dedicata principalmente all’individuazione dei parametri più adeguati per misurare la maturità nell’adozione del Bim.

Modello di maturità Bimproposto per il Regno Unito

Fra gli esempi, come evidenziato nell’ebook “Analisi dei livelli di maturità nell’approccio Bim” edito da Assobim, troviamo i 5 livelli previsti dal BIMMI (Bim Maturity Index) di Bilal Succar, passando per il punteggio attribuito per punti dalla Bim Proficiency Matrix dell’Università dell’Indiana, o dai criteri “hard and soft” dell’olandese TNO con il suo Bim QuickScan o ancora dai 6 livelli di competenza del Bim-Cat catalano; in ognuno di questi casi, il livello di maturità rappresenta la qualità, la ripetibilità e il grado di eccellenza nella produzione e gestione di modelli di dati Bim.

Una matrice di maturità BIM

I modelli di valutazione della maturità Bim possono appartenere a tre diverse categorie, a seconda dell’obiettivo e del sistema di valutazione espresso dall’attore. La prima categoria comprende i PAM (Project assessment models), che valutano il livello di competenza sulla base dell’uso effettivo di competenze diverse ma focalizzate su un progetto. La seconda categoria riporta gli OAM (Organization assessment models), che misurano la maturità delle organizzazioni che adottano esplicitamente processi Bim. Infine la terza categoria raccoglie tutti i singoli operatori Bim (Bim users) nella loro specificità.

Per quanto riguarda in particolare la realtà italiana, al momento il tema del livello di maturità Bim è trattato nella norma UNI 11337:2017: “Edilizia e opere di ingegneria civile – Gestione digitale dei processi informativi delle costruzioni – Parte 1: Modelli, elaborati e oggetti informativi per prodotti e processi”. Al capitolo 5 di tale documento – che ha funzione di linea guida ma non è vincolante dal punto di vista normativo – si legge quanto normato per la “maturità digitale del processo delle costruzioni”; se la gestione dei processi informativi può avvenire attraverso elaborati informativi (digitali e non digitali), modelli informativi o sistemi misti, al fine di un più efficace ed efficiente flusso informativo è raccomandato l’impiego di modelli.

Categorie generali di definizione per i Model Uses

A tale scopo, nella norma sono definiti cinque livelli di maturità informativa digitale – Livello “0”, non digitale; Livello “1”, base; Livello “2”, elementare; Livello “3”, avanzato; Livello “4”, ottimale – in ragione delle differenti regole di trasferimento dei contenuti informativi ad essi ascritti. Passando a un’analisi più approfondita di ognuno di tali livelli, nel caso del Livello 0 non digitale, per tutti gli ambiti disciplinari coinvolti il trasferimento di contenuti informativi avviene tramite elaborati informativi non digitali (grafici, documentali, multimediali), su supporto prevalentemente cartaceo.

Gli elaborati informativi non digitali possono anche derivare da elaborati informativi digitali ma il veicolo informativo contrattuale è composto dai soli primi.

Matrice di maturità BIM contenuta nella norma UNI 11337-1

Nel Livello 1 base, il trasferimento di contenuti informativi avviene attraverso elaborati informativi digitali, e permane la prevalenza contrattuale della riproduzione su supporto cartaceo del contenuto informativo dell’elaborato digitale. L’insieme di elaborati informativi digitali e non digitali costituisce un progetto digitale di base.

Con il Livello 2 elementare, per gli ambiti disciplinari ambientale e tecnico il trasferimento di contenuti informativi avviene prevalentemente attraverso modelli informativi grafici, eventualmente accompagnati da elaborati informativi grafici digitali per specifiche necessità di dettaglio. Per tutti gli ambiti disciplinari, il trasferimento degli ulteriori contenuti informativi (non trasferibili attraverso i citati modelli grafici) avviene attraverso elaborati informativi digitali. La prevalenza contrattuale si affida al supporto cartaceo del contenuto informativo degli elaborati, accompagnato dal supporto digitale con riferimento al modello grafico.

Nel Livello 3 avanzato, per favorire la connessione dei dati tra modelli informativi grafici ed elaborati informativi possono essere impiegate apposite schede informative digitali di prodotto e di processo. Le schede informative digitali possono dialogare direttamente con i modelli grafici ambientali e tecnici. La prevalenza contrattuale riguarda la riproduzione su supporto digitale dei contenuti informativi.

Infine, nel Livello 4 ottimale il trasferimento di contenuti informativi avviene attraverso modelli informativi virtualizzabili in senso grafico, documentale, multimediale.

I modelli sono eventualmente accompagnati da elaborati informativi digitali per specifiche necessità di dettaglio; gli elaborati grafici sono comunque sempre estrapolati dalle rispettive virtualizzazioni digitali. L’insieme delle virtualizzazioni coordinate costituisce il modello informativo, anche nel caso di un edificio o infrastruttura esistenti.

Con il contributo di Assobim

Assobim

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