Presso l’Università degli Studi di Brescia, dice Ciribini, ci si sta attivando su un approccio iTest, Trace and Treat, in merito alla situazione emergenziale, attingendo a tutte le possibili competenze scientifiche delle aree mediche e ingegneristiche.
Ma per il professore è possibile già svolgere riflessioni sulla salute pubblica del futuro tra soluzioni accentrate e decentrate relative all’assistenza e alla cura socio-sanitaria, sulla quale occorre, ovviamente, rinviare agli esperti disciplinari.
Lo stesso
eLux Lab dell’
Università degli Studi di Brescia, in collaborazione con il
Policlinico Sant’Orsola Malpighi di Bologna e con la
Ruhr Universtitat di Bochum, rivela Ciribini, nel recente passato ha svolto ricerche e sperimentazioni sulle analisi e sulle simulazioni in ambienti immersivi dei flussi, delle interazioni relazionali, delle percezioni soggettive e dei comportamenti, individuali e collettivi, degli utenti degli spazi dei
presidî ospedalieri per poter conferire agli stessi maggiore flessibilità e operatività.
Riguardo la pandemia Covid-19, rileva Ciribini, l’eventualità di porre in essere il tracciamento almeno di alcune categorie di cittadini investiti dalla patologia e dei loro contatti sociali recenti, in prospettiva evoca la tematica delle capacità cognitive derivanti dall’interazione tra utenti e beni mobili e immobili interconnessi.
Come risulta da sperimentazioni in corso sempre presso l'eLux Lab relativamente all'edificio cognitivo, Ciribini sostiene che in prospettiva post-emergenziale da Covid-19 di rafforzamento delle politiche e delle strategie di sanità pubblica, c'è la possibilità di mettere in tempo (quasi) reale a sistema le informazioni riguardanti la geo-localizzazione dei cittadini (in qualità di utenti di servizi o occupanti di edifici e i loro flussi comportamentali.
Monitorabile sarebbe, con rispetto del Gdpr, anche il loro stato di salute, rilevabile anche dispositivi wearable, da incrociare con la cartella clinica e con quella sanitaria digitalizzate.
Step ulteriore per Ciribini sarebbe la sentiment analysis derivante sia dai dati che i cittadini mettono nei social network sia da quelli forniti trasparentemente con le app utilizzate, ossia quell’intelligenza relazionale propria di beni mobili come apparati elettromedicali o arredi che riconoscano le esigenze dell’utente o paziente in maniera personalizzata, di edifici, infrastrutture di mobilità e reti di connessione e di alimentazione.
Si tratterebbe, scrive Ciribini, di creare un continuum tra il mondo della realtà immateriale delle piattaforme digitali e quello reale delle entità tangibili, stando attenti a evitare di entrare nella sfera della sorveglianza. Un sistema simile potrebbe creare le condizioni per una logistica per la sanità pubblica adattiva, funzionale sempre e non solo nelle situazioni eccezionali di crisi.
È fondamentale per Ciribini che si avvii appena possibile una campagna di investimenti sugli edifici cognitivi, da intendersi cme infrastruttura primaria di supporto alla salute pubblica per erogare servizi innovativi.
Sempre più “Grande Fratello”.