Costruire in digitale: la guida al Bim del Consiglio Nazionale degli Architetti

Si intitola Bim Bang, Breve introduzione all’era digitale delle costruzioni, ed è un ebook di una cinquantina di pagine pubblicato a cura del Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori.

Il CNAPPC ha voluto realizzare per i suoi iscritti una breve guida che sappia essere un’introduzione al tema del Bim e della rivoluzione digitale dell’ambiente costruito e che metta in condizione gli architetti italiani di avere una visione di scenario sul cambiamento in atto.

Redatto dal Dipartimento lavoro, nuovi mercati e innovazione del CNAPPC, coordinato da Marco Aimetti, il libro a cura di Umberto Alesi, con Marco Aimetti, Tommaso Melchini e Francesco Ruperto, utilizza un metro espressivo semplice, ma non semplicistico, e si conclude più che con una ricetta (che sarebbe francamente poco credibile) con una eccellente contro-ricetta: cosa non è il Bim.

Il Bim, per il CNAPPC non è solamente un’applicazione software, non è solamente un modello 3D, non è solamente per i grandi progetti, non limita la creatività, non è, soprattuto, solamente una nuova moda. Una lista di negazioni che non chiude le porte, ma apre invece un campo sterminato, quello fatto da tutte le innovazioni, le modalità di visualizzazione, le interazioni digitali, che entrano, per scelta o per obbligo di legge, dentro l’ambiente costruito.

Nei prossimi anni, scrive il sito del CNAPPC nel presentare l’ebook, “assisteremo a una profonda trasformazione dei processi di progettazione realizzazione e gestione dell’ambiente costruito. Passeremo da un’impostazione prevalentemente analogica a un’altra in cui i nostri processi decisionali, per l’intero ciclo di vita degli immobili e delle infrastrutture, saranno determinati e guidati da dati digitali“.

Dalla costruzione analogica a quella digitale

Analogico e digitale, specifica ancora il Consiglio Nazionale degli Architetti, non vanno intesi solo come modalità differenti per tradurre grandezze fisiche “ma come diversi sistemi culturali, sui quali non si vuole dare un giudizio di merito; si vuole piuttosto sottolineare come questo diverso approccio si inserisca in una trasformazione epocale” che coinvolge il modo in cui viene concepita e svolta la professione di architetto.

Questa transizione al digitale si inserisce nel fenomeno 4.0 che il CNAPPC battezza ancora come “Quarta Rivoluzione Industriale” e lo scrive nel libro.

Al di là di questa scelta terminologica, si tratta comunque di contestualizzare il Bim come un tassello della rivoluzione digitale che coinvolge anche il settore delle costruzioni.

Per questo motivo, osserva il CNAPPC, pensare al Bim solamente in termini di strumenti software risulterebbe fuorviante.

Parimenti è fortemente riduttiva l’analogia che fissa l’analogia fra il passaggio dal Cad al Bim con quello dal disegno manuale al Cad del secolo scorso, dato che la trasformazione non riguarda solamente gli strumenti di rappresentazione, ma i processi di produzione, gestione e fruizione dell’edificio e della città.

Dal Bim come prototipo virtuale all’impatto della digitalizzazione sulla filiera delle costruzioni, dalla standardizzazione delle procedure all’interoperabilità, passando per strumenti software, figure e competenze, nel libro del CNAPPC si trovano molti tratti compresi negli scritti di Angelo Ciribini e di Alberto Pavan, Claudio Mirarchi, Matteo Giani (Bim, Metodi e Strumenti – Tecniche Nuove).

Scarica il libro

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