Icmq, la certificazione di esperti Bim in Italia

Icmq è l’organismo di certificazione dei prodotti e servizi nel settore delle costruzioni che offre ai professionisti, che già operano nell’ambito del Building Information Modeling, la possibilità di ottenere una certificazione di parte terza che attesti la conformità della propria competenza professionale alla norma UNI 11337-7 che disciplina il profilo professionale degli operatori Bim.

I profili certificabili sono quattro:

– il Bim Specialist, l’esperto della modellazione informativa in relazione alla sua competenza disciplinare (che può essere architettonica, impiantistica o strutturale);

– il Bim Coordinator, che ricopre il ruolo di coordinatore del team di progettazione Bim, opera in stretto contatto con il Bim Manager e supervisiona il lavoro del team di Bim Specialist;

– il Bim Manager – figura multidisciplinare, responsabile del processo informativo digitalizzato – che ha il compito di analizzare e valutare i risultati raggiunti da un azienda in riferimento all’adozione della metodologia Bim;

– il Cde Manager, colui che gestisce e mantiene efficiente l’ambiente in cui avviene lo scambio di informazioni tra i diversi attori partecipanti a un progetto, il cosiddetto Cde (dall’inglese Common Data Environment).

La certificazione del sistema di gestione Bim si rivolge a tutte le organizzazioni che operano in ambito Bim, quindi a studi di progettazione, committenze, imprese di costruzione.

Una certificazione che Lorenzo Orsenigo, direttore generale di Icmq, definisce il frutto di un percorso maturato da Icmq nel 2017, in collaborazione con i principali portatori di interesse del settore (associazioni di categoria, grandi committenti e gestori di infrastrutture).

Lorenzo Orsenigo, direttore generale Icmq

«Abbiamo sviluppato uno schema di certificazione del sistema di gestione Bim – spiega – basato su una specifica tecnica che si ispira alla High Level Structure comune a tutti i sistemi di gestione Iso, come qualità, ambiente, energia, favorendone così la piena integrazione. Per un’efficace applicazione del Bim non basta infatti che le persone coinvolte siano in possesso di un adeguato livello di conoscenza del metodo e degli strumenti, dimostrabile attraverso gli schemi di certificazione delle competenze che Icmq ha già creato, perché il Bim è innanzitutto un processo che pertanto deve essere adeguatamente governato, così da evitare sovra costi».

Di conseguenza, le organizzazioni che ricorrono al Building Information Modeling necessitano dell’implementazione di un sistema di gestione al fine di migliorare l’efficienza del processo di progettazione, costruzione, gestione ed eventuale dismissione dell’opera.

Vantaggi della certificazione Bim

Quali sono nello specifico i vantaggi della certificazione per chi opera in Bim secondo Icmq?
In primo luogo, quello di garantire al mercato di essere in grado di gestire la “commessa Bim” in modo corretto. La possibilità di avere un accesso “privilegiato” al mercato nei rapporti con la committenza nazionale e internazionale. Inoltre, in caso di contenzioso, l’essere in grado di dimostrare di aver operato in linea con i requisiti di una specifica ad hoc verificata da un organismo di terza parte. Infine, avere l’opportunità di qualificare il proprio brand aziendale distinguendosi dai competitor.

Al momento, tra le categorie di organizzazioni maggiormente interessate all’ottenimento della certificazione spiccano gli studi di progettazione (architettura e ingegneria) di medie e grandi dimensioni che operano a livello nazionale ed internazionale. Tuttavia, si comincia a registrare anche una crescente richiesta da parte delle stazioni appaltanti e delle imprese di costruzioni.

«L’esempio più significativo – sottolinea il direttore generale di Icmq – riguarda Italferr , società di ingegneria e progettazione del Gruppo FS Italiane, che ha conseguito la certificazione Bim all’inizio del 2018 per le attività di progettazione, procurement e direzione lavori. Italferr ha comunicato in 87 paesi del mondo in 5 lingue per promuovere a livello internazionale la propria certificazione. Sempre nel 2018 è stato certificato l’Ente Ospedali Galliera, quale prima stazione appaltante pubblica. La certificazione ha consentito l’avvio di un processo destinato a svilupparsi progressivamente, cambiando il modo di gestire gli appalti di opere pubbliche. L’auspicio dello stesso Ente è quello di creare una rete di committenze Bim che possano avere un’unica linea guida per lo sviluppo dei bandi e dei progetti con l’utilizzo della metodologia Bim. Questo al fine di favorire un confronto e uno scambio costruttivo tra le esperienze reciproche delle diverse committenze e Amministrazioni relativamente alle difficoltà e ai vantaggi nell’implementazione del modello e nel passaggio alla digitalizzazione».

Già a partire dal 2016, Icmq aveva rilasciato le prime certificazioni per professionisti operanti in ambito Bim, secondo uno schema sviluppato con i principi della Uni Cei En Iso 17024 (sui “Requisiti generali per gli organismi che eseguono la certificazione delle persone”) e con il coinvolgimento di università ed esperti del settore.

È stato tuttavia a fine 2018 – con l’uscita della norma Uni 11337-7 relativa alla qualifica delle competenze dei professionisti che operano nel mondo Bim – che si sono aperte ulteriori prospettive per valorizzare queste professionalità, con la possibilità di avere una certificazione rilasciata in conformità ad una norma nazionale e con l’accreditamento di Accredia: due condizioni entrambe necessarie affinché la certificazione sia riconosciuta come titolo professionale ai sensi della legge 4/2013 sulle professioni non organizzate.

Progettazione e committenze pubbliche

«Per le tre figure Bim Specialist, Bim Coordinator e Bim Manager – aggiunge Orsenigo – abbiamo registrato nel tempo una notevole crescita di interesse per la certificazione, arrivando ad oltre 300 certificati emessi. Tra i vantaggi, oltre al valore legale per il riconoscimento della professione non regolamentata vale la pena ricordare che in questo modo si garantisce l’effettiva esperienza e competenza secondo il profilo definito dalla norma. Si ha anche la possibilità di qualificare la propria offerta sul mercato distinguendosi dalla concorrenza e di promuovere la propria idoneità attraverso il pubblico registro di un organismo di certificazione accreditato. Inoltre, non va dimenticato che con la certificazione si acquisisce un punteggio più alto nelle gare d’appalto come è possibile già verificare sulla base dei primi bandi usciti di recente e relativi a una progettazione ospedaliera».

Stando alle previsioni di Icmq, sul fronte del mercato privato il processo è destinato a crescere soprattutto nel campo della progettazione ingegneristica e per effetto della sempre maggiore attenzione al tema della manutenzione che, grazie al Bim, diventa pianificabile anche sotto il profilo dei costi.

Per una diffusione sempre più capillare che consenta all’Italia di allinearsi ai numeri degli altri principali Paesi sviluppati, in Europa e nel mondo, sarà determinante il ruolo delle committenze pubbliche e, quindi, della conferma dell’attuale quadro normativo. Ne è convinto Lorenzo Orsenigo: «L’auspicio e l’impegno di tutti non può che essere quello di aiutare la pubblica amministrazione a crescere sul piano della cultura digitale nella gestione di una gara di appalto e nelle procedure di realizzazione e gestione di un’opera pubblica. Qui si gioca la partita per una crescita delle competenze e dello sviluppo del Bim in Italia».

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