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buildingSMART: gli standard comuni per la trasformazione digitale

Dalla volontà di avere un organismo internazionale impegnato a creare e diffondere standard comuni nasce buildingSMART.

La trasformazione digitale che negli ultimi anni sta radicalmente rivoluzionando il settore delle costruzioni ha creato molte opportunità, ma allo stesso tempo ha fornito anche sfide che possono essere affrontate solo attraverso una reale collaborazione tra i diversi attori della filiera e grazie alla condivisione di informazioni.

Per abilitare la condivisione dei dati e poter scambiare informazioni elettroniche tra i diversi operatori della filiera, indipendentemente dagli strumenti e dai software utilizzati, è necessario utilizzare formati aperti, non proprietari e neutri. Solo una libera circolazione dei dati, infatti, può portare ad una completa digitalizzazione del processo edilizio.

Si tratta di standard condivisi internazionalmente che possono quindi essere ampiamente adottati dai software di qualsiasi casa produttrice e abilitare così l’integrazione della conoscenza sotto forma di dati.

Dalla volontà di avere un organismo internazionale impegnato a creare e diffondere standard comuni nascono gli standard buildingSMART.

Standard buildingSMART, cosa sono

buildingSMART è un ente che opera a livello mondiale a supporto della trasformazione digitale del settore delle costruzioni. L’organizzazione è presente in diversi Paesi con i capitoli nazionali che, in veste di soci, hanno diritto a partecipare a tutti i processi decisionali e di governance dell’organizzazione, e rappresentano in maniera esclusiva l’ente nei rispettivi paesi, lavorando allo sviluppo degli standard e promuovendone la diffusione.

Nel nostro Paese, buildingSMART Italia contribuisce alla creazione di standard aperti e internazionali per infrastrutture e immobili, riunendo in una community numerosi esperti di digitalizzazione, che lavorano per migliorare i metodi di progettazione, costruzione, gestione e manutenzione del patrimonio, per aumentare la competitività dell’industria italiana nel mondo.

Sin dalla sua istituzione nel 1995, buildingSMART ha sviluppato soluzioni trasversali al settore delle costruzioni dedicate a diversi ambiti disciplinari, sviluppando in modo collaborativo standard aperti, neutrali e internazionali per la condivisione di dati.

I processi di sviluppo, approvazione e certificazione delle soluzioni e degli standard di buildingSMART nascono dal lavoro di un ampio gruppo di esperti internazionali per varie discipline e settori. Inoltre, proprio in ottica di apertura e collaborazione, la partecipazione allo sviluppo degli standard è accessibile a chiunque sia interessato.

Standard buildingSMART: quali sono

Gli standard buildingSMART coprono una vasta gamma di bisogni a supporto dei processi di scambio informativi per il settore dell’ambiente costruito.

A oggi, gli standard sviluppati fino ad ora sono: IFC (Industry Fondation Classes), cioè lo schema di modello di dati specifico del settore; ricordiamo che la specifica del modello dati IFC è stata riconosciuta e registrata dalla ISO come norma internazionale ISO 16739:2013: questo formato file neutrale e aperto, non controllato da nessuno sviluppatore di software, basato su oggetti per facilitare l’interoperabilità tra le discipline di architettura, ingegneria e costruzione dell’industria dell’edilizia, è oggi comunemente utilizzato in tutti i progetti basati sulla metodologia di Building Information Modelling (BIM). Il formato IFC è stato al centro di un costante processo di sviluppo negli ultimi anni e grazie alla sua evoluzione è arrivato a coprire sempre più domini.

MVD (Model View Definition o Definizioni vista modello) è invece un sottoinsieme dello schema IFC complessivo che descrive lo scambio di dati per un uso o flusso di lavoro specifico, restringendo l’ambito a seconda delle necessità del destinatario.

Lo standard IDM (Information Delivery Manual), letteralmente un “Manuale di consegna delle informazioni”, è lo standard internazionale ISO 29481-1: si tratta di una mappa di processo che definisce gli scambi informativi richiesti per supportare determinati casi d’uso, metodologia per la definizione e la documentazione dei processi aziendali e dei requisiti dei dati. Lo scopo principale di un manuale di consegna delle informazioni è assicurarsi che i dati rilevanti siano comunicati in modo tale da poter essere interpretati dal software di destinazione.

Ci sono poi gli standard BCF (BIM Collaboration Format), protocolli di comunicazione basati sul modello e indipendenti dal software. Si tratta di un formato di file aperto basato su XML che consente l’aggiunta di commenti a un modello BIM in formato IFC. Pur non essendo normato da una ISO, il BCF ha una struttura ben definita e funzionale a supportare lo scambio di osservazioni incentrate su un modello IFC.

Sempre più importante è anche lo standard bSDD (buildingSMART Data Dictionary), una libreria standard di definizioni generali degli oggetti BIM e dei loro attributi basata sullo standard IFD (ISO 12006-3). Viene utilizzato per identificare gli oggetti nell’ambiente costruito e le loro proprietà specifiche indipendentemente dalla lingua.

Lo standard IDS (Information Delivery Specifications), infine, definisce i requisiti di scambio di un modello, stabilisce cioè come gli oggetti di un modello BIM, le classificazioni, le proprietà e persino valori ed unità di misura debbano essere consegnati e scambiati.

I vantaggi nel processo di lavoro

L’uso intelligente dei dati per sostenere il processo di lavoro non ha cambiato solo il modo in cui si progettano, costruiscono e mantengono i beni, ma anche il modo in cui i professionisti AEC collaborano tra loro.

Gli standard per la condivisione di dati offrono grandi vantaggi, tra cui: flussi di lavoro più trasparenti, collaborativi e aperti, maggiore chiarezza delle informazioni grazie a un vocabolario condiviso, processi di approvvigionamento più aperti, processi inclusivi per le piccole medie e micro imprese; maggior riutilizzo dei dati; più facile integrazione con i dati di settori correlati.

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