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Il Bim degli altri: a che punto siamo in Europa

Il Bim sta conoscendo un’evoluzione costante in tutti i principali Paesi economicamente evoluti. Dal Regno Unito alla Germania, fino in Russia: lo stato dell’arte in Europa.

Il processo di diffusione del Bim è ormai in atto da alcuni anni a livello internazionale, guidato da paesi come il Regno Unito che in questo senso ha svolto un ruolo da pioniere e continua ad essere un punto di riferimento assoluto.

A livello internazionale il panorama è da sempre eterogeneo dati i diversi tempi di introduzione e implementazione di tale metodologia che hanno caratterizzato i diversi paesi.

A fare luce sull’attuale stato dell’arte è una interessante ricerca condotta dalla software house Plan Radar intitolata “BIM Adoption in Europe”, che grazie alla sua diffusa presenza in numerosi mercati internazionali ha fotografato la situazione conducendo un’estesa survey per valutare i motivi dell’introduzione del Bim e l’atteggiamento dei professionisti delle costruzioni nei confronti di questo strumento, stimando infine le prospettive di crescita del BIM nei prossimi anni e gli step eventualmente implementati per introdurne l’obbligatorietà a livello normativo.

Europa
Cronologia dell’introduzione del Bim nei Paesi europei

Non sorprendentemente a guidare la classifica è sempre il Regno Unito, che tuttora ha il maggior numero di imprese edili che utilizzano il Bim a livello 2 e oltre.

Dal 2016, tutti i progetti finanziati dal governo devono utilizzare almeno il Bim di livello 2, e questo ha portato a un aumento della consapevolezza e dell’uso del Bim nell’ultimo decennio, mentre per i progetti privati l’utilizzo del Bim è consigliato ma non ancora obbligatorio; un dato rispecchiato anche dal fatto, comunque decisamente positivo, che solo il 62% delle piccole imprese nel Regno Unito utilizza attivamente il Bim rispetto all’80% delle grandi imprese.

Grado di utilizzo del BIM nei vari Paesi europei

Segue in classifica la Germania, dove circa il 70% delle imprese edili utilizza il BIBimM a diversi livelli, un dato tuttavia costituito soprattutto da architetti e società di progettazione, che quindi lo utilizzano nella fase di progettazione piuttosto che nella costruzione e nell’esercizio.

Dal 2017 il Bim è obbligatorio per progetti di valore superiore a 100 milioni di euro, e dal 31 dicembre 2020 lo è diventato per tutti gli appalti pubblici relativi alla realizzazione di infrastrutture federali.

In buona posizione anche la Francia, che non ha ancora un unico standard Bim sancito da leggi o regolamenti ma dove tuttavia il 35% degli sviluppatori di proprietà commerciali utilizza il Bim per i propri progetti immobiliari e tra il 50% e il 60% dei leader nel mercato delle costruzioni sono passati al Bim, con il livello 2 come livello di maturità più comune.

Alla fine del 2018 è stato lanciato il Piano Bim 2022 per incoraggiare gli attori della filiera a integrarlo nei loro flussi di lavoro, processo tuttavia reso complesso dalla mancanza di un unico standard Bim approvato.

Livello di maturità BIM nei vari paesi europei

Interessante la posizione dell’Austria, che ha sviluppato propri standard Bim avanzati come l’ÖNORM A 6241-2 che copre tutti i livelli Bim incluso il 3 dal 2015. Tuttavia, solo il 20% delle piccole e medie imprese di costruzioni utilizza il Bim.

Dal 2018 il Bim è obbligatorio per il controllo del budget nella realizzazione di edifici pubblici, e in conformità con una raccomandazione della Commissione europea dal 2020 è obbligatorio per le gare d’appalto e gli appalti di lavori pubblici.

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Principali campi di applicazione del BIM

In buona posizione la Russia, dove il Bim è utilizzato da grandi sviluppatori immobiliari e imprese di costruzioni che operano nelle città più grandi come Mosca, San Pietroburgo, Kazan, Ufa, Ekaterinburg. Particolarmente avanzato il panorama normativo, di cui fanno parte 15 standard nazionali (GOST) e otto serie di regole per la modellazione; da marzo 2022, inoltre, tutti i progetti pubblici dovranno obbligatoriamente utilizzare il Bim.

Chiudono la classifica stilata da Plan Radar Polonia e Croazia, dove il processo di implementazione obbligatoria del Bim è attualmente in fase di sviluppo e il tasso di diffusione del Bim tra gli operatori si sta estendendo a buoni ritmi.

Con contributo di Assobim.

Assobim

 

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